17:38 08 Luglio 2020
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Ancora una volta il presidente americano sarebbe ricorso alla minaccia di sanzioni economiche per far volgere in proprio favore il braccio di ferro con l'UE.

La scorsa settimana l'amministrazione Trump avrebbe minacciato i partner europei di introdurre importanti tariffe, qualora questi non avessero pubblicamente accusato l'Iran di violare il Trattato di Vienna sul nucleare (PACG) del 2015.

A riportarlo è il Washington Post, il quale spiega che Washington sarebbe stata pronta, in caso di rifiuto, a imporre tariffe del 25% sulle automobili tedesche, francesi e britanniche.

A pochi giorni dall'ultimatum i tre Paesi in questione si sono dunque decisi a condannare Teheran per le sue inadempienze, riattivando le sanzioni europee nei confronti della Repubblica islamica e di fatto ponendo la pietra tombale sull'intesa viennese.

Stando a quanto rivelato dal quotidiano americano, che cita fonti vicine al presidente Trump, l'obiettivo dell'amministrazione USA era fin dall'inizio quello di mettere fine al PACG, ritenuto tra le cerchie più strette del tycoon "un pessimo accordo".

La fine del Trattato di Vienna

Gli sviluppi nelle relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Iran avvenuti nel corso dell'ultimo anno e mezzo, dall'uscita unilaterale di Washington dal PACG fino al recente omicidio del generale Soleimani hanno di fatto posto la pietra tombale sul processo di stabilizzazione dei rapporti tra la Repubblica islamica e l'Occidente, con Teheran che ha già riportato a pieno regime il processo di arricchimento dell'uranio.

Il Trattato sul nucleare di Vienna è stato siglato nel 2015, in piena epoca Obama, da Stati Uniti, Iran, Russia, Cina, Francia, Germania, Regno Unito e Unione europea e aveva l'obiettivo di consentire a Teheran di dotarsi di un programma per l'arricchimento dell'uranio, di fatto però limitandolo a scopi di natura pacifica.

Il nuovo corso transatlantico 

Venendo alle relazioni tra USA ed Europa, occorre rilevare che non si tratta della prima volta in cui Trump sceglie di usare a proprio vantaggio l'arma economica delle sanzioni, anche come minaccia nei confronti dei principali partner occidentali, quali appunto le nazioni dell'Unione Europea.

Si tratta di una nuova maniera di approcciarsi ai rapporti di forza e alla situazione geopolitica internazionale, che vede Washington fare spesso e volentieri leva sul proprio strapotere economico e commerciale, nell'ottica di un 'America First' (Prima l'America, lo slogan elettorale di Trump, ndr) valido sempre e a qualunque costo.

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