12:29 25 Gennaio 2020
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Il leader dell'Esercito nazionale libico ha posto due condizioni affinché i negoziati per la pacificazione della Libia possano essere portati avanti.

Dopo alcune ore di riflessione, il maresciallo dell'Esercito nazionale libico Khalifa Haftar torna a parlare e pone le sue condizioni per il proseguimento dei negoziati per giungere ad un cessate il fuoco in Libia.

A riferirlo è il portale in lingua araba Al Arabiya.

  • In primo luogo, il maresciallo chiede che tutte le milizie di Sarraj consegnino le proprie armi in un arco temporale compreso tra i 45 giorni e i 90 giorni e che tali operazioni siano svolte in presenza di una commissione speciale composta da membri dell'ONU e dell'ENL.
  • Inoltre, Haftar ha negato la propria disponibilità a riconoscere la Turchia di Erdogan in qualità di intermediario affidabile per la risoluzione delle tensioni in Libia, considerando la posizione di Ankara troppo vicina a quella del Governo di Accordo nazionale, guidato da Fayez al-Sarraj.

I negoziati di Mosca

Il 13 gennaio scorsa a Mosca si sono tenuti dei colloqui tra il leader dell'ENL Khalifa Haftar e il presidente del Governo di Accordo nazionale della Libia Fayez al-Sarraj, al fine di raggiungere un accordo per un cessate il fuoco. 

Gli incontri sono tuttavia terminati senza che fosse raggiunto un accordo che potesse mettere fine allo scontro armato in atto nel Paese nordafricano.

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