18:28 28 Gennaio 2020
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Le dimissioni del governo russo (12)
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Il presidente della Federazione Russa si è detto d'accordo sul limite di due mandati consecutivi imposti dalla Federazione Russa per la carica di capo dello stato.

Nel suo discorso di fronte all'Assemblea Federale della Federazione Russa, il presidente Vladimir Putin ha affrontato la questione delle eventuali modifiche da apportare alla Costituzione del Paese.

In particolare, Putin si è soffermato sulla questione dell'elezione del capo dello stato, sottolineando di trovarsi in pieno accordo con la limitazione a due dei mandati consecutivi in cui la stessa persona può essere eletta alla maggiore carica del Paese:

"Sono al corrente del fatto che nella nostra società c'è chi pensa che la clausola che vieta ad una stessa persona di continuare ad occupare la carica di presidente per più di due mandati. Non penso che sia una questione di fondamentale importanza, ma sono d'accordo con tale limitazione", sono state le parole del presidente.

Putin ha poi fatto notare come, sebbene alcuni cambiamenti potrebbero essere apportati alla Carta costituzionale, quest'ultima non necessità di essere redatta ex-novo:

"Il potenziale della Costituzione del 1993 è ben lontano dall'essersi esaurito", ha sottolineato il presidente.

Le speculazioni riguardanti la posizione di Vladimir Putin sul numero massimo di termini concessi dalla Costituzione sono cominciati a margine della conferenza stampa di fine anno del Cremlino, quando lo stesso presidente non ha escluso che in futuro la clausola che impone un massimo di due mandati consecutivi "potrebbe essere rimossa" qualora tale opzione trovasse un grande consenso popolare.

I quattro mandati di Vladimir Putin

Vladimir Putin è stato eletto per la prima volta presidente della Federazione Russa nel 2000 venendo poi confermato nel 2004. 

Rispettando la costituzione, in seguito modificata garantendo l'estensione del mandato presidenziale a fino a sei anni, non si presentò alle elezioni del 2008, assumendo invece l'incarico di primo ministro.

Sceso nuovamente in campo nel 2012, vinse le elezioni governando fino al 2018, aggiudicandosi poi ancora una volta le elezioni nel marzo 2019, con un consenso pari al 76,69%.

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