14:55 24 Gennaio 2020
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Il viceministro degli Esteri di Mosca ha tracciato il punto della situazione per quanto riguarda la collaborazione tra la Russia e i Paesi occidentali.

L'attuale collaborazione tra la Federazione Russa e i Paesi occidentali sulla Libia mostra che esiste una reale possibilità di unire le forze per trovare una soluzione in questo scenario.

A riferirlo, in una comunicazione ufficiale, è il viceministro degli Esteri russo, Aleksandr Grushko:

"Vediamo che in sostituzione dei meccanismi di formazione sistemica si vengono a creare delle alleanze, i cui partecipanti sono accomunati da una chiara comprensione dei propri compiti ed obiettivi, i quali sono raggiungibili tramite la collaborazione", ha spiegato Grushko.

Il funzionario ha voluto in questo senso sottolineare l'importanza dei nuovi negoziati tenutisi nel formato del processo di Astana (sulla normalizzazione siriana, ndr), i quali potrebbero aprire a delle nuove sinergie tra la Russia e i Paesi occidentali:

"In questo senso, il processo di Astana, ciò che vediamo oggi per quanto riguarda la questione libica ci mostrano, da un lato, che esiste una reale possibilità di unire gli sforzi quando la collaborazione si compie sulla base di determinati principi, senza seconde agende o agende segrete e quando i partecipanti sono uniti da scopi comuni".

Stando a quanto sostenuto da Grushko, ciò "costituisce un ottimo esempio del fatto che sia necessario stare lontano da preferenze di tipo ideologico, e cercare invece di guardare la realtà in faccia, capendo che al giorno d'oggi non è possibile realizzare delle isole felici attorno alla sola UE o alla sola NATO" dal momento che "tutto ciò appartiene al passato".

I negoziati di Mosca 

Lo scorso 13 gennaio a Mosca si sono svolti i negoziati tra le parti libiche in conflitto con la partecipazione dei ministri degli Esteri e della Difesa della Federazione Russa e della Turchia.

Sebbene abbia lasciato il summit senza firmare l'accordo per il cessate il fuoco con il governo di Tripoli del premier Fayez al-Serraj, fonti vicine al maresciallo Khalifa Haftar, riprese dal Ministero della Difesa russo, hanno fatto sapere che il comandante dell'Esercito Nazionale Libico "ha accolto positivamente la dichiarazione finale, ma prima di firmare si è preso due giorni per discutere il documento con i leader delle tribù che sostengono il suo esercito".

La situazione in Libia

Il Paese nordafricano è piombato in una gravissima crisi politica nel 2011 in seguito al rovesciamento e all'omicidio dello storico leader Muammar Gheddafi 

Attualmente, in Libia esistono due governi che operano in modo indipendente l'uno dall'altro: ad est, il parlamento è eletto dal popolo, che sostiene l'Esercito Nazionale Libico, mentre nella capitale Tripoli e nella parte occidentale del Paese troviamo il Governo di Accordo Nazionale, presieduto dal premier Fayez al-Serraj.

Il 4 aprile 2019, Haftar ha avviato un'imponente offensiva sulla capitale del Paese, Tripoli, al fine di "liberarla dai terroristi".

Le forze armate fedeli al governo hanno annunciato il lancio dell'operazione "Vulcano di Rabbia" in risposta all'offensiva.

 

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