18:43 28 Gennaio 2020
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La Cina, nazione responsabile, non ricorrerebbe mai alla svalutazione della valuta in risposta a guerre commerciali. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, a seguito della decisione degli USA di rimuovere Pechino dalla sua black list.

“In realtà, la Cina non è mai stata una manipolatrice della valuta e l’ultima conclusione della controparte USA corrisponde ai fatti e al consenso della comunità internazionale”, ha detto Geng.

Il portavoce ha detto che quando si tratta di rispondere ai conflitti commerciali e ad altri shock esterni, “la Cina è una grande nazione responsabile, che non è impegnata in una svalutazione della valuta e non userà mai la valuta come strumento di risoluzione delle controversie”.

Egli ha anche aggiunto che la Cina intende continuare a riformare il proprio mercato valutario, perfezionare il proprio sistema valutario e mantenere un tasso di cambio stabile del renminbi.

Washington designa alcuni paesi come manipolatori di valuta per svalutare deliberatamente le loro valute attraverso l’intervento delle banche centrali. Ad agosto, gli USA hanno etichettato la Cina come manipolatrice, accusandola di aver alterato il tasso di cambio del renminbi per guadagnare un vantaggio nelle relazioni commerciali USA-Cina.

Lunedì gli Stati Uniti hanno revocato lo status di manipolatore di valuta alla Cina, in vista della firma dell’accordo commerciale della fase uno tra Washington e Pechino del 15 gennaio.

Secondo il segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin, la Cina ha compiuto sforzi concreti per evitare la svalutazione della valuta e nel promuovere trasparenza e responsabilità.

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