21:32 06 Aprile 2020
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Il presidente Giuseppe Conte da Il Cairo parla dell'incontro con il presidente egiziano al-Sisi, e della condivisione della crisi libica. Anche per l'Egitto la stabilizzazione è strategica, dice.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è in visita ufficiale a Il Cairo per parlare principalmente di Libia con il presidente egiziano Abd al Fattah al-Sisi.

“Anche l’Egitto ha il massimo interesse per la stabilizzazione della Libia, anche per ragioni di vicinanza. L’instabilità può diffondersi, quindi ha tutto l’interesse a che si trovi una soluzione pacifica”, lo ha detto Conte al termine dell’incontro con al-Sisi, durante il punto stampa con i giornalisti.

L’annuncio della conferenza di Berlino

Ai giornalisti Conte dice anche di avere appena ricevuto l’invito ufficiale dalla Merkel per partecipare alla conferenza di Berlino, che come già preannunciato ieri avrà luogo domenica 19 gennaio a Berlino appunto.

“Queste ore saranno determinanti per gli ultimi preparativi per la Conferenza”, dice il presidente del Consiglio.

E sul buon esito della conferenza di Berlino, Conte risponde che “dobbiamo essere fiduciosi, perché non possiamo assolutamente rassegnarci al fatto che la popolazione libica continua a vivere, ormai da anni, in mezzo a sofferenze”.

Il cessate il fuoco non sottoscritto ‘non deve distrarci’

Conte parla del cessate il fuoco che Haftar ieri non ha firmato a Mosca, e dice che questo “non deve distrarci, l’importante è che ci sia un cessate il fuoco sostanziale e si possa indirizzare tutto questo processo verso una soluzione politica”.

Il riposizionamento dei soldati in Libia

A Conte viene posta, dal cronista della Rai, la domanda sul riposizionamento delle truppe italiane in Libia. Domanda alla quale il premier italiano risponde così:

“L’Italia ovviamente se si tratta di dare ogni forma di contributo utile per la pacificazione in Libia è assolutamente disponibile. Però direi che in questo momento non ha senso ragionare di dislocamento. Bisogna prima ritrovarsi a Berlino, creare le premesse, se ci saranno queste premesse, con tutte le condizioni ovviamente di garanzia, in un contesto chiaro e certo, l’Italia valuterà la disponibilità. Lo abbiamo fatto in altri contesti. Lo dico adesso astrattamente. Si potrà fare questa valutazione per il contesto libico che per noi è assolutamente strategico”.

La posizione del Governo, Conte la spiega ancora meglio rispondendo a una successiva domanda che riguarda il numero eventuale di uomini inviati in Libia. Conte non fornisce un numero, ma dichiara che “non sarà inviato alcun uomo se non vi saranno le condizioni di sicurezza per farlo”.

Il caso Regeni

A quattro anni dall’uccisione del giovane ricercatore italiano, fa notare il giornalista a Conte durante il punto stampa, qui a Il Cairo ci sono anche degli investigatori italiani. La domanda è se al-Sisi si è impegnato in un modo “nuovo” riguardo al caso.

“Col presidente al-Sisi abbiamo parlato del caso Regeni, ho ricordato che fra qualche giorno ricorderemo l’anniversario della scomparsa di Giulio Regeni. Qui a Il Cairo ci sono gli investigatori della Polizia e dei Carabinieri, si fermeranno anche domani. Questo è un segnale positivo perché sono ripresi i contatti tra investigatori. Confidiamo, l’ho detto anche al presidente al-Sisi, che potranno riprendere la collaborazione il procuratore capo qui a Il Cairo, con il nostro procuratore capo a Roma. La verità su questo caso è importante, è importante per l’Italia”.

Il video del punto stampa

 

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Giuseppe Conte, crisi in Libia
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