12:20 25 Gennaio 2020
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Apple lunedì ha negato al Procuratore Generale degli Stati Uniti William Barr di non aver collaborato nelle indagini sull’attentato nella base militare di Pensacola.

Secondo il Procuratore Generale William Barr le autorità non hanno ricevuto assistenza "sostanziale" da parte di Apple nelle indagini sulla sparatoria avvenuta in una base militare a Pensacola per mano un cadetto dell'Arabia Saudita. Barr ha invitato le aziende IT ad aiutare l'FBI a sbloccare i due iPhone di proprietà dell’autore della strage.

"Respingiamo le accuse secondo cui Apple non ha fornito assistenza significativa nelle indagini su Pensacola. Le nostre risposte a numerose richieste (delle autorità) sono sempre state tempestive e approfondite, continuiamo a fornire queste risposte", ha dichiarato la società in una nota.

Apple afferma che la prima richiesta dall'FBI è stata ricevuta il 6 dicembre e varie informazioni sono state inviate alle autorità in merito alle indagini. Quindi, sono state ricevute altre sei richieste, in risposta alle quali Apple ha fornito backup dei dispositivi, dati di account e transazioni. "Abbiamo risposto rapidamente, spesso entro poche ore", ha affermato la società. Secondo lei, le autorità hanno ricevuto "molti gigabyte" di informazioni e nessun dato è stato tenuto nascosto.

"L'FBI ci ha informato che avevano bisogno di ulteriore aiuto solo il 6 gennaio, un mese dopo l'attacco. Solo allora abbiamo scoperto il secondo iPhone associato alle indagini e che l'FBI non ha potuto accedere a nessuno dei due iPhone. Abbiamo ricevuto la citazione legale per informazioni relative al secondo iPhone solo l'8 gennaio e abbiamo risposto entro poche ore", ha dichiarato la società.

Per quanto riguarda l'assistenza nello sblocco dei dispositivi, Apple ha chiarito che la sua posizione non è cambiata: la società continuerà a proteggere il più possibile i suoi dispositivi dalla decrittazione.

"Abbiamo sempre affermato che "una backdoor" solo per le "i buoni” non è possibile. Tale accesso può essere utilizzato da coloro che minacciano la nostra sicurezza nazionale e la sicurezza dei dati dei nostri clienti. Oggi, le forze dell'ordine hanno accesso alla più grande quantità di dati nella storia. Quindi gli americani non dovrebbero scegliere tra un indebolimento della crittografia e delle indagini di successo", ha affermato Apple.

La sparatoria

Nel dicembre 2019, a seguito di una sparatoria in una base militare in Florida, quattro persone sono state uccise, incluso l’autore della strage, altre otto sono rimaste ferite. L’attentatore era un soldato in Arabia Saudita, Mohammed Saeed al-Shamrani, e si addestrava nella base militare USA. Il Pentagono ha annunciato la fine dell'addestramento operativo di tutto il personale militare dell'Arabia Saudita che studia negli Stati Uniti per un periodo indefinito.

Più tardi, il direttore del controspionaggio e della sicurezza Harry Reid ha dichiarato che il Pentagono, dopo la strage del cadetto dell'Arabia Saudita, ha controllato tutti i cadetti di questo paese e non ha trovato "minacce immediate". Tuttavia, lunedì, il procuratore generale Barr ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero espulso 21 cadetti dall'Arabia Saudita, sospettati di avere legami con estremisti o di possesso di materiale pedopornografico.

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Attentato, USA, Apple
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