22:05 05 Luglio 2020
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In un articolo del National Interest è apparsa una teoria su come la “disinformazione americana” avrebbe contribuito a porre fine alla guerra fredda.

Nell’articolo del National Interest si fa riferimento al periodo successivo alla salita al potere di Mikhail Gorbaciov come segretario del Partito Comunista dell’Unione Sovietica e della presidenza di Ronald Reagan e George H.W. Bush. 

In questo periodo furono tenuti ben tre summit tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica i quali, secondo l’autore, sono stati decisivi a porre fine alla guerra fredda e per il crollo dell’URSS.

Pochi anni prima dell’inizio di questa serie di summit, nel marzo 1983, Ronald Reagan aveva definito l’URSS “l’impero del male”, e pochi giorni dopo annunciò i piani per lo sviluppo di un nuovo tipo di arma spaziale in grado di proteggere i cieli americani da un attacco missilistico sovietico. Tale difesa missilistica avrebbe reso inutili le capacità nucleari sovietiche e i missili intercontinentali. 

L'obiettivo principale della Strategic Defense Initiative (SDI), anche nota come "Star Wars", era quella di demoralizzare la leadership del Cremlino. Secondo l’autore dell’articolo mentre per l'America le spese militari per l’SDI avrebbero dovuto rappresentare un investimento in una svolta tecnologica, per l'economia pianificata sovietica, la nuova corsa agli armamenti sarebbe stata una spesa irrecuperabile, che si sarebbe sovrapposta a un drammatico calo dei prezzi del petrolio. 

Quindi, Reagan in questa maniera aveva imposto alla vecchia leadership sovietica un onere eccessivo con la sua strategia per la guerra fredda e in questa maniera, secondo il NI, avrebbe favorito l'ascesa di Mikhail Gorbaciov (che era il membro più giovane del Politburo).

L’SDI era un arma concepita solo teoricamente, e nonostante i 44 miliardi assegnati dal Congresso degli Stati Uniti al progetto non si raggiunse nemmeno lo stato di prototipo. Infatti già dopo l’annuncio di Reagan alcuni critici avevano nominato il progetto Star Wars in modo derisorio, implicando che fosse una tecnologia costosissima, del tutto immatura e poco pratica, piuttosto degna della fantascienza.

Ashton Carter (ex segretario della Difesa USA), un giovane ricercatore presso il Massachusetts Institute of Technology, analizzò in dettaglio l’SDI per conto del Congresso degli Stati Uniti nel 1984. Affermò che c'erano molti aspetti complessi nella creazione di un adeguato scudo spaziale di difesa missilistica, sia con che senza laser. 

Nel suo studio affermava che i laser a raggi X avevano un raggio limitato, in quanto si sarebbero dispersi nell'atmosfera. Ciò implicava che i laser a raggi X dovevano essere vicini all'Unione Sovietica, specialmente durante i diversi minuti critici della fase di "lancio" da terra, al fine di consentire il rilevamento radar delle osservazioni satellitari dei missili sovietici e la loro traiettoria accuratamente tracciata per consentire la corretta "Inquadratura" degli stessi laser a X.

Si trattava dunque di un progetto non fattibile né economicamente sostenibile, nemmeno per l’economia statunitense del tempo.

La Strategic Defense Initiative fu infine abbandonata dopo alcuni anni e, almeno per ora, un progetto completamente abbandonato. La pressione politica, sia interna che internazionale, unita a conflitti geopolitici ed economici, l'Iniziativa di Difesa Strategica era stata programmata per il fallimento sin dall'inizio.

Tuttavia, il programma SDI da un lato fece comprendere all'Unione Sovietica che il suo sistema economico e sociale non poteva sostenere la corsa agli armamenti tecnologici con gli Stati Uniti, costringendo la leadership sovietica a cercare concessioni. E questo è evidente nei vertici tenuti da Gorbaciov con le controparti americane a partire dalla metà degli anni '80: a Ginevra (1985), Reykjavik (1986) e Malta (1989).

Dall’altra parte però si presuppone che l'influenza del programma Star Wars sulle politiche sovietiche fosse molto più limitata e che gli sviluppi che portarono alla fine della guerra fredda e al successivo crollo del sistema sovietico furono i risultati della sua evoluzione interna.

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Tags:
The National Interest, Russia, URSS, Ronald Reagan
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