18:02 28 Gennaio 2020
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Luigi Di Maio, in qualità di ministro degli Esteri italiano, interviene sul cessate il fuoco in Libia e ora incoraggia le parti a iniziare il dialogo. Non esiste altra strada a quella diplomatica, afferma.

La proposta del ministro degli Esteri Luigi Di Maio di inviare in Libia i Caschi blu europei in una missione di pace, giunge via Facebook. Se i libici lo vogliono, l’Europa potrebbe mandare una forza di interposizione a dividere le due libie.

Nel lungo post, Luigi Di Maio considera la tregua delle armi in Libia “una buona notizia” anche se non nasconde che “la strada da fare è lunga”, ad ogni modo “la direzione è quella giusta”.

Non ci sono alternative alla diplomazia

“Per l’Italia non esiste una risposta militare alla crisi libica e l’unico modo per arrivare alla pace è la soluzione diplomatica. È per questo che abbiamo lavorato incessantemente come Governo, per dare il nostro pieno sostegno alla conferenza di Berlino”, così scrive su Facebook il ministro degli Esteri Di Maio.

Necessario e fondamentale per Di Maio, “coinvolgere tutti gli attori di questa guerra”, riunirli intorno a un tavolo di discussione comune per giungere alla “stabilità del Paese e della regione”.

Stabilità, l’asset strategico per l’Italia

Per l’Italia stabilizzare la Libia è vitale per la sua sicurezza nazionale, ecco perché si prodiga così tanto.

Lì nel 2014, poi, si è interrotto anche un processo di investimenti da miliardi di euro – di cui Conte ha discusso durante l’incontro con al-Serraj a Roma –, e in Libia ci sono gli interessi petroliferi dell’Eni. Dalla Libia, ancora, parte il Greenstream il gasdotto Italia-Libia che porta una quantità rilevante di gas naturale in Italia.

La linea dell’Italia alla Conferenza di Berlino

Come alla fine dell’800, ecco giungere una seconda Conferenza di Berlino. In quella occasione i governi europei partecipanti si spartirono una parte dell’Africa Centrale, estendendo la loro influenza coloniale nel continente.

I tempi dovrebbero essere cambiati. Sicuramente l’Europa non ha più la medesima influenza di allora e nuovi attori sono entrati in gioco.

L’Italia, che Conte ha detto “non avere una agenda nascosta” porterà alla conferenza di Berlino la visione di “una Libia sovrana, unita e in pace”.

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crisi in Libia, Libia, Luigi Di Maio
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