12:41 11 Aprile 2021
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Giuseppe Conte incontra Fayez al Serraj e ribadisce la linea dell'Italia di voler trovare unicamente una soluzione politica. L'Italia non ha agende nascoste, dice e vuole fermare il conflitto.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha incontrato il presidente del Consiglio di presidenza del governo di accordo nazionale della Libia Fayez al Serraj e non ha nascosto la sua grande preoccupazione per quanto sta avvenendo il Libia.

“Siamo estremamente preoccupati per l’escalation sul territorio libico. Gli ultimi sviluppi stanno rendendo il paese una polveriera dalle forti ripercussioni, temiamo, su tutta l’area mediterranea”.

E poi ha aggiunto che:

“Dobbiamo assolutamente fermare il conflitto interno e anche fermare le interferenze esterne”.

L’Italia lavora a una soluzione politica e contrasta qualsiasi opzione militare, lo ricorda Conte durante la conferenza stampa.

“La prospettiva politica è l’unica che possa garantire al popolo libico benessere e prosperità”.

“Questo è il nostro obiettivo, non abbiamo altri obiettivi. Non abbiamo agende nascoste” sottolinea Conte nel suo discorso alla stampa.

L’Unione Europea attore principale

Conte torna sul ruolo dell’Unione Europea nella crisi Libica e crede che debba essere centrale, per evitare che “il destino del popolo libico” cada “in mano ad altri attori”.

L’Unione Europea è la massima garanzia che si possa offrire “all’autonomia e all’indipendenza anche in prospettiva futura del popolo libico”.

Il Congresso di Berlino

Conte ribadisce il sostegno al Congresso di Berlino, per il quale l’Italia continuerà a lavorare e ad adoperarsi e attivarsi.

Il Governo sta lavorando intensamente in tal senso, in particolare il ministro degli esteri Di Maio, che cercano un cessate il fuoco immediato come base da cui partire per futuri negoziati.

Le Parole di al Serraj

Per al Serraj tutta l’attività di Haftar è stata quella di ostacolare il processo politico della Libia. Tutti i vari incontri risolutivi organizzati negli ultimi tempi, tra cui l’incontro di Palermo, secondo al Serraj, servivano ad Haftar solo per guadagnare tempo.

Al Serraj ringrazia il ruolo svolto dall'Italia sulla Libia, ma ricorda anche che il suo diritto alla difesa è un diritto:

"L'attacco che ci è stato ci spinge a prendere parte a queste attività belliche che noi consideriamo come un diritto alla difesa".

Al Serraj apprezza anche il ruolo assunto dalla Russia e dalla Turchia e dice:

"Accogliamo con piacere le iniziative della Russia e della Turchia, come iniziative per il cessate il fuoco con la condizione che ci sia un ritiro della fazione avversa che attacca. Ma quella fazione non sembra disponibile a ciò, perché ha un altro modus operandi".

E pone una condizione affinché si possa riprendere il dialogo:

"non può avvenire senza il ritiro dell'aggressore Haftar di cui non ci fidiamo".
Il video della conferenza stampa

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Giuseppe Conte, Fayez al-Sarraj
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