18:32 30 Novembre 2020
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Le tensioni tra Usa e Iran dopo l'omicidio del generale Soleimani a Baghdad (92)
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I funzionari statunitensi, tra cui il presidente Trump, hanno formalmente giustificato l'assassinio del comandante della Forza di Quds, Qasem Soleimani, in parte sulla base della "minaccia imminente" che avrebbe rappresentato per gli interessi statunitensi e per i soldati oltreoceano. Ma queste affermazioni sono davvero in linea con la realtà?

Il generale maggiore Qasem Soleimani è stato nominato comandante della Forza di Quds delle Guardie rivoluzionarie iraniane alla fine degli anni ’90. Così ha preso il comando della migliore operazione speciale incaricata delle attività militari iraniane all'estero. Da allora, la sua squadra ha fornito armi, addestramento, assistenza tattica e strategica a una serie di forze in tutto il Medio Oriente le quali condividono un nemico comune con gli Stati Uniti, ossia i terroristi islamici sunniti radicali. Questo già di per sé è in netto contrasto con i recenti tentativi dei media statunitensi di dipingere Soleimani come un "arciterrorista" che non cercava nient'altro che la distruzione selvaggia e la morte di americani.

Afghanistan

  • Alla fine del 2001, dopo che un gruppo di 19 dirottatori sauditi, emiratini, libanesi ed egiziani ha fatto schiantare degli aerei di linea sul World Trade Center e sul Pentagono uccidendo quasi 3.000 persone, i funzionari statunitensi hanno incontrato tranquillamente a Ginevra i diplomatici iraniani coordinati da Soleimani. L'Iran, nemico di lunga data di al-Qaeda e del suo leader, Osama bin Laden, ha accettato di fornire agli Stati Uniti preziose informazioni sul gruppo terroristico, comprese le località dei sospetti campi di addestramento di al-Qaeda in Afghanistan. L'Iran era anche ansioso di assistere gli Stati Uniti nella sua campagna contro i Talebani poiché il movimento fondamentalista radicale era noto per il duro trattamento riservato alla minoranza sciita dell'Afghanistan. Nel 1998 aveva attaccato e ucciso 11 diplomatici iraniani al consolato di Mazar-i-Sharif.
  • Nel novembre 2001, la Forza Quds, i Ranger dell'esercito statunitense e le unità della Delta Force entrarono nella città di Herat, nell'Afghanistan nordoccidentale, dando il via a un'insurrezione antiterroristica guidata dall'Alleanza del Nord (ossia, il Fronte islamico unito per la salvezza dell'Afghanistan). Quest'operazione senza precedenti portò al crollo del controllo talebano di Herat e ben presto il gruppo fu rovesciato in tutto il resto dell'Afghanistan. La Forza Quds era nota per aver fornito supporto materiale ad Ahmad Shah Massoud, leader dell'Alleanza del Nord alleata degli Stati Uniti sin da almeno alla metà degli anni Novanta. I servizi segreti iraniani continuarono a fornire informazioni agli Stati Uniti fino al gennaio 2002 quando il presidente statunitense George W. Bush inserì l'Iran nell’elenco "Axis of Evil" come evidenziato durante il suo discorso sullo Stato dell'Unione. 

Siria

  • Nel 2012 mentre la Siria affogava in un conflitto civile sostenuto dagli stranieri sull'onda delle cosiddette proteste della primavera araba, Soleimani e la Forza di Quds iniziarono a fornire armi, supporto materiale e consiglieri militari al governo di Assad. Il sostegno dell'Iran comprendeva l'assistenza agli Hezbollah, il gruppo di milizia libanese che inviò fino a 10.000 combattenti in Siria per combattere una serie di terroristi e militanti antigovernativi. L'assistenza di Soleimani a Damasco continuò per tutto il decennio. La Quds svolse un ruolo diretto nell'offensiva di al-Qusayar contro al-Nusra, la propaggine siriana di al-Qaeda, da aprile a giugno 2013. L'Iran dispiegò anche centinaia di esperti militari e tra i 60-70 comandanti sul campo in qualsiasi momento pronti ad aiutare nella raccolta delle informazioni. La Forza di Quds partecipò all'offensiva del 2015 nella Siria meridionale sgomberando da al-Nusra e dai jihadisti del Fronte islamico i sobborghi di Damasco e gran parte della regione siriana meridionale di Quneitra.
  • In che modo gli sforzi di Soleimani nel conflitto siriano salvarono vite americane? Da un lato, contribuirono a bloccare decine di migliaia di terroristi dell’ISIS, di al-Qaeda e di una miriade di altri gruppi terroristici che altrimenti avrebbero potuto arrivare fino ai Paesi occidentali per effettuare attacchi terroristici in stile Parigi o Bruxelles. Inoltre, permisero agli Stati Uniti di limitare le operazioni contro l’ISIS in Siria al supporto aereo e di riservare l'assistenza sul campo alle sole milizie curde, il che significa un numero inferiore di soldati statunitensi la cui vita è a rischio.

Iraq

  • Alla fine del 2014, quando l’ISIS iniziò a diffondersi in Iraq, Soleimani si alleò con l'esercito iracheno e con le milizie sciite di Baghdad, note come Forze di mobilitazione popolare, prima per fermare l'assalto dell’ISIS e poi per respingerlo dai territori su cui avevano preso il controllo. La Forza di Quds fu il più grande dispiegamento straniero mai effettuato. Le unità parteciparono a operazioni quali: l'assedio di Amirli nell'estate del 2014, l'operazione Ashura, o la liberazione di Jurf Al Sakhar, nell'Iraq centrale nell'ottobre 2014, la seconda e terza battaglia di Baiji, e la seconda battaglia di Tikrit nel 2015. Le Guardie Rivoluzionarie e la Quds subirono l’abbattimento di almeno 13 truppe tra il 2014 e il 2017 in Iraq, un numero significativo se si considera che la forza complessiva della Forza Quds era stimata ad appena 800-3.500 uomini.
  • Gli Stati Uniti non hanno mai formalmente accettato di cooperare con l'Iran nella battaglia contro l’ISIS in Iraq alla quale aderì anche una coalizione guidata dagli Stati Uniti a partire dalla fine del 2014. Tuttavia, poiché il sostegno statunitense a Baghdad era limitato per lo più alle forze aree, spettava all'esercito iracheno e ai 90.000 miliziani delle Forze di mobilitazione popolare (sostenute da Suleimani e Quds) fare il lavoro pesante per eliminare l’ISIS dalle città e dai villaggi, anche durante i brutali combattimenti di casa in casa per scacciare i terroristi fuori da Mosul. Se non fosse stato per Soleimani, la Quds e le Forze di mobilitazione popolare, l'esercito iracheno e le truppe statunitensi avrebbero dovuto condurre più combattimenti, il che avrebbe comportato inevitabilmente più vittime. In altre parole, grazie al suo coinvolgimento nella campagna per la distruzione dell’ISIS in Iraq, Soleimani fece in modo che meno uomini e donne delle forze armate statunitensi rimanessero uccisi.
Interessi contrastanti...(?)

Non vi è dubbio che nel corso degli anni gli interessi statunitensi e iraniani si siano scontrati e che il generale Soleimani abbia occasionalmente preso parte ad operazioni dannose per gli Stati Uniti e i suoi alleati. Nel 2006, ad esempio, durante la guerra israelo-libanese, fornì assistenza agli Hezbollah nella guerriglia contro le Forze di difesa israeliane, il più stretto alleato degli Stati Uniti in Medio Oriente. Negli anni successivi, Washington accusò l'Iran di sostenere segretamente i militanti che combattevano l'occupazione statunitense in Iraq e di fornire assistenza militare e tecnica alle milizie Houthi che contrastavano le forze saudite nello Yemen. Nessuna di queste ultime affermazioni fu provata, ma anche se fossero vere, sarebbero il sintomo delle strategie geopolitiche divergenti di Teheran e Washington e non delle cattive intenzioni manifestate dall'Iran o da Soleimani per "danneggiare gli americani".

Sia contro i Talebani e Al-Qaeda in Afghanistan, sia contro l’ISIS e altri gruppi terroristici in Siria e in Iraq, il gen. Soleimani e la Forza Quds combatterono costantemente le stesse forze fondamentaliste wahhabite islamiche sunnite che prendevano di mira le forze statunitensi in tutto il Medio Oriente e nel mondo e che giurarono di distruggere l'Occidente e l'America con gli atti terroristici.

Approvando l'assassinio di Soleimani, il presidente Trump non solo ha inferto un grave colpo alle forze che combattono contro l’ISIS e al-Qaeda, ma ha anche messo fine in modo irreversibile alla collaborazione informale, spesso malconcia, altamente improbabile ma di grande successo, tra Iran e Stati Uniti nella lotta contro il terrorismo. Questo potrebbe mettere a rischio le vite di molti americani.
Tema:
Le tensioni tra Usa e Iran dopo l'omicidio del generale Soleimani a Baghdad (92)
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