20:20 07 Aprile 2020
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A novembre Teheran ha avviato la quarta fase del disimpegno dagli accordi sul nucleare di Vienna, siglati nel 2015.

L'Iran potrebbe entrare in possesso di armamento nucleare nel giro di uno, massimo due anni, se continuerà a violare le restrizioni imposte dall'accordo sul nucleare di Vienna (PACG) del 2015.

A sostenerlo è il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, il quale ha rilasciato alcune dichiarazioni a RTL sul tema:

"Se continueranno a violare gli accordi di Vienna, allora sì, in un periodo di tempo relativamente breve, tra uno e due anni, avranno accesso ad armamenti nucleari e questa non è un'opzione", sono state le parole del funzionario francese.

Quest'oggi dovrebbe tenersi un consiglio straordinario dei ministri degli Esteri dell'Unione europea; sul tavolo, ovviamente, il conflitto tra Iran e Stati Uniti e la questione degli armamenti nucleari.

Il disimpegno dell'Iran dall'accordo sul nucleare

L'8 maggio 2018, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ritirato Washington dal trattato sul nucleare di Vienna del 2015 (PACG) e ha reintrodotto pesanti sanzioni nei confronti dell'Iran. 

Tale mossa ha infastidito gli altri Paesi firmatari dell'accordo, che hanno cercato nel tempo di fare in modo che le sanzioni fossero rimosse, tuttavia senza riuscirci.

Esattamente un anno dopo, l'8 maggio 2019, l'Iran ha annunciato di aver approntato un piano atto a ridurre i suoi impegni nell'ambito del trattato e nello scorso mese di novembre ha lanciato la quarta fase di riduzione degli obblighi derivanti dall'accordo nucleare.

In seguito all'assassinio del generale Soleimani, la Repubblica islamica ha rilasciato un comunicato in cui veniva spiegato che il Paese che a breve verrà avviato il processo di arricchimento dell'uranio, sottolineando che ciò avverrà in modo "pacifico".

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