22:57 17 Febbraio 2020
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Tripoli schiera le sue forze per riprendere Sirte, l'ex fortezza del Daesh, finita sotto il controllo dell'esercito del generale Haftar. Sempre più lontana la soluzione pacifica.

Sirte sarà nuovamente scenario di battaglia. A poche ore dall'annuncio con cui il LNA dichiarava di aver preso i controllo della città, il governo di Tripoli lancia la controffensiva indirizzata a respingere le forze occupanti. 

"L'esercito Al-Bonyan Al-Marsous Force, che ha sconfitto l'Isis a Sirte, si è mobilitato per lanciare un contrattacco su Sirte e respingere i gruppi armati di Haftar, che lunedì hanno preso il controllo della maggior parte della città" ha annunciato con un tweet The Libya Observer. 

L'avanzata su Sirte

L'esercito di Haftar ha annunciato ieri di aver preso rapidamente il controllo di gran parte della città e, in particolare, di siti strategici, come l'aeroporto. Un raid aereo aveva preceduto e preparato l'avanzata delle truppe e l'occupazione della città. 

Il portavoce del LNA, Al Mesmari, aveva annunciato in televisione che la città era stata "totalmente liberata" dalle truppe del governo di accordo nazionale, definite dal generale "gruppi terroristici". 

Secondo quanto riporta la BBC, alcuni residenti avrebbero riferito di combattimenti ancora in corso e la maggior parte della città sotto controllo dell'esercito d'opposizione. 

Le reazioni dell'Europa

La situazione in Libia preoccupa sempre più le istituzioni europee, anche per l'invio di uomini da parte di Ankara. Tuttavia la missione europea che avrebbe dovuto impegnare il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, con l'omologo francese, tedesco e britannico, è stata accantonata per l'impossibilità di garantire la sicurezza. 

La missione avrebbe dovuto servire alla ripresa dei colloqui in vista della conferenza di Berlino, per arrivare a una soluzione pacifica che diventa sempre più difficile. Ma per Di Maio la Libia resta una priorità assoluta per l'Italia. 

La Libia è stata anche al centro dei colloqui telefonici tra il presidente Conte e la Merkel, in cui si è ribadita la necessità di "elevare al massimo la pressione diplomatica per promuovere quella soluzione politica" e di riconfermare "l'esigenza di uno stretto raccordo europeo" sulle possibili escalation in Libia e Iraq.

Tags:
Italia, Libia
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