16:39 28 Marzo 2020
Mondo
URL abbreviato
3322
Seguici su

In queste ore circa 70 agenti dello Special Air Service (SAS) sarebbero volati in Iraq per essere pronti a reagire alle conseguenze dell'assassinio del generale iraniano Qasem Soleimani

Il Ministero della Difesa britannico avrebbe inviato complessivamente una settantina di agenti dello Special Air Service (SAS), presso l'ambasciata del Regno Unito di Baghdad, in Iraq.

La mossa di Londra, come spiegato dal quotidiano The Sun, sarebbe dovuta alle crescenti preoccupazioni circa possibili rappresaglie da parte di Teheran per l'omicidio del generale iraniano Qasem Soleimani.

Stando alle fonti citate dai media, i corpi speciali avrebbero ricevuto l'incarico di elaborare degli efficaci piani di evacuazione per mettere al sicuro in caso di necessità tutto il personale britannico, sia militare che civile, che opera nella struttura diplomatica in Iraq, il quale dovrebbe ammontare a circa 1400 perso ne.

Nei giorni scorsi il governo di Sua Maestà aveva approvato il dispiegamento tra il Golfo Persico e il Golfo dell'Omano di due corazzate, la Montrose e la Defender, al fine di fornire protezione a eventuali vascelli britannici in transito.

L'assassinio Soleimani 

Lo scorso 3 gennaio il generale iraniano Qasem Soleimani è stato assassinato in seguito ad un attacco aereo americano eseguito con dei droni.

Il gesto è stato definito da Teheran un atto di terrorismo di stato, con il presidente Hassan Rouhani che ha giurato vendetta per la morte del generale.

Anche il vicino Iraq ha condannato in maniera netta l'accaduto, definendo il raid una violazione della sua sovranità nazionale mentre il parlamento di Baghdad ha votato una mozione per il ritiro di tutte le forze militari straniere dal Paese.

Al momento, tuttavia, sia le autorità del Pentagono che il presidente Donald Trump si sono espressi in modo categoricamente contrario circa un possibile abbandono dell'Iraq.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook