08:31 07 Luglio 2020
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In Iraq e in Afghanistan, gli Stati Uniti hanno scoperto che conquistare un paese è la parte facile. È l'occupazione che si rivela costosa. Ma invadere l'Iran potrebbe rivelarsi altrettanto difficile.

Lo scrive in un articolo il National Interest.

Fin dal 2009 il presidente Obama e la maggior parte dei politici americani sono stati sempre d’accordo che gli Stati Uniti avrebbero condotto dei raid aerei per evitare che l’Iran acquisisse capacità nucleari.

Allo stesso tempo però si è sempre ritenuto che questo non sarebbe bastato nel lungo termine e che la soluzione definitiva sarebbe stata un invasione e un occupazione del paese mediorientale, con un successivo cambio di regime politico, uno favorevole e amichevole nei confronti degli Stati Uniti, e senza ambizioni nucleari. Nonostante il diffuso supporto negli Stati Uniti per impedire all'Iran di costruire un'arma nucleare, questa opzione non è quasi mai proposta da nessun osservatore serio.

Parte di ciò riflette indubbiamente la stanchezza dell'America a seguito delle guerre in Iraq e in Afghanistan. Tuttavia, il problema è molto più ampio: mentre l'esercito iraniano è notevolmente inferiore alle forze armate statunitensi, l'esercito americano non sarebbe in grado di conquistare l'Iran in modo rapido ed economico come ha fatto in Iraq e in Afghanistan. In effetti, Teheran sarebbe in grado d'imporre costi proibitivi alle forze armate statunitensi sia in termini economici e di vite umane, e questo anche prima dell'inizio della difficile occupazione.

La capacità dell'Iran di difendersi da un'invasione degli Stati Uniti iniziano con la sua formidabile geografia. Come indica Stratfor, una società d'intelligence privata, “l'Iran è una fortezza. Il paese è circondato su tre lati da montagne e sul quarto dall'oceano, con al centro una terra desolata, l'Iran è estremamente difficile da conquistare”.

In generale le invasioni di Terra sono sempre preferite agli sbarchi anfibi, a maggior ragione nell’era dei missili guidati di precisione. Quindi gli Stati Uniti preferirebbero invadere l’Iran da terra come hanno fatto con l’Iraq e l’Afghanistan.

Quindi il percorso più plausibile, almeno sulla carta, per l’invasione dell’Iran sarebbe quello dall’Afghanistan occidentale, tenendo conto che gli Stati Uniti hanno già truppe stazionate in questo paese. Il problema è che da un punto di vista logistico invadere da questo punto sarebbe un incubo, scrive l’autore del National Interest.

Innanzitutto, ci sono alcune piccole catene montuose lungo la regione di confine. Poi però per andare dal confine afgano alla maggior parte delle principali città iraniane richiederebbe attraversare due grandi regioni desertiche: Dasht-e Lut e Dasht-e Kavir.

Dasht-e Kavir è particolarmente temibile, poiché è un deserto costituito da uno strato di sale ricoperto da un fango denso ed è facile sfondare lo strato di sale e affondare nel fango. Inoltre le violente tempeste che si verificano di frequente possono causare colline di sabbia che raggiungono i 40 metri d'altezza. È uno dei luoghi più severi della terra. Ciò limiterebbe fortemente la capacità dell'America di usare qualsiasi fanteria meccanizzata e possibilmente motorizzata per l'invasione.

A occidente la situazione è anche difficile. La Turchia non ha dato il permesso agli USA per usare il suo territorio per invadere l’Iraq, mentre al di là delle confine ci sono le montagne di Zagro che renderebbero un invasione attraverso questa frontiera estremamente difficoltosa.

L'unica eccezione ai confini occidentali dell'Iran è nell'estremo sud, dove i fiumi Tigri ed Eufrate si incontrano per formare la via navigabile Shatt al-Arab. Questa è la via d’invasione usata da Saddam Hussein nella guerra Iran-Iraq negli anni '80. Sfortunatamente, come ha poi scoperto Saddam a sue spese, questo territorio è paludoso e facile da difendere. Inoltre, non molto tempo dopo l'attraversamento nel territorio iraniano, qualsiasi forza d’invasione si sarebbe imbattuta nei Monti Zagros. Tuttavia, questa zona è stata a lungo una vulnerabilità dell'Iran, che è uno dei motivi per cui Teheran ha fatto così tanti sforzi per dominare l'Iraq sciita e il governo iracheno. Sfortunatamente per qualsiasi presidente degli Stati Uniti che cercassero d'invadere l'Iran, Teheran è ampiamente riuscita in questo, chiudendo questa direzione come un potenziale trampolino da cui l'America potrebbe attaccare l'Iran.

Hassan Rouhani
© AP Photo / Iranian Presidency Office
Quindi si ritorna all’invasione da sud attraverso il mare. E l’Iran negli ultimi 30 anni si è preparata per una situazione del genere concentrandosi sull’acquisizione di capacità per eseguire una strategia di negazione dell’accesso all’area marittima contro gli Stati Uniti, utilizzando un vasto numero di missili guidati e non, flottiglie, droni, sottomarini e mine.

Inoltre lo spazio ristretto del Golfo, che in più punti si stringe a meno di 100 miglia nautiche in larghezza, limita la manovrabilità di grandi navi, come le portaerei. Ma gioca ancora su altri punti di forza delle forze navali iraniane. Infatti la costa settentrionale del Golfo è costellata di calette rocciose ideali per mascheramento del terreno e le operazioni di piccole imbarcazioni d’assalto. Gli iraniani hanno anche fortificato numerose isole nel Golfo a ridosso delle principali rotte di navigazione”.

Tutto questo implica che gli Stati Uniti subirebbero danni significativi e perdite nel tentativo di stabilire un approdo nel sud dell'Iran. Le sfide americane non finirebbero poi con l'istituzione di questa testa di ponte, poiché dovrebbe comunque conquistare il resto dell'Iran.

Anche ammettendo che gli USA riuscissero a stabilire una testa di ponte efficiente con una catena di rifornimento difesa, poi dovrebbero raggiungere le principali città dell’Iran che si trovano tutte a nord. Le distanze sono enormi, e i Pasdaran hanno da tempo pianificato di organizzare una campagna d'insorti e guerriglieri contro una forza d’invasione che tentasse di raggiungere le città del nord dell'Iran dalle sue coste. Come indicato dai Pasdaran, una "difesa a mosaico", integrerebbe gli sforzi congiunti delle Guardie della rivoluzione, di Basij (forze paramilitari volontarie dei pasdaran) e delle forze armate regolari

In Iraq e in Afghanistan gli Stati Uniti hanno scoperto che conquistare un paese non è difficile, ma che l'occupazione è molto costosa. Mentre occupare l'Iran sarebbe difficile almeno quanto le occupazioni irachena e afgana, persino l'invasione dell'Iran si rivelerebbe enormemente impegnativa. Di conseguenza, mentre la conquista dell'Iran è il modo più sostenibile per impedirgli di costruire un'arma nucleare, è improbabile che Washington tenti di farlo presto.

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Tags:
The National Interest, Iraq, Iran
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