17:06 27 Ottobre 2020
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I recenti rinvenimenti in Indonesia e in Croazia confutano l'idea consolidata che l'Europa occidentale sia la patria dell'arte rupestre nell'Età della pietra.

Le immagini primitive sulle pareti delle grotte spagnole risalenti a 65 mila anni dimostrano che gli uomini di Neanderthal ragionavano per simboli.

Una scena di caccia con lupi mannari

Negli anni ’50 sull'isola di Sulawesi in Indonesia sono state scoperte immagini rupestri. Oggi sono documentati disegni sulle pareti di 242 grotte e rocce e ogni anno vengono fatte nuove scoperte.

Nel dicembre 2017, gli scienziati hanno esaminato una grotta di alta montagna nell’area carsica di Pangkep, a sud dell'isola, e hanno osservato che una sezione lunga 4,5 metri sulla parete posteriore era ricoperta di pitture rupestri. Questo posto si chiamava Liang Bulu Sipong 4.

Lì sono state riconosciute due raffigurazioni di maiali Babyrousa che vivono solo a Sulawesi, quattro immagini di bufali nani e otto di figure per metà bestia e per metà uomo. Sono dei lupi mannari. Alcuni hanno in mano oggetti simili a lance e corde. Una delle figure è un uomo con la coda, l'altra con il becco. Probabilmente così si mimetizzavano gli antichi cacciatori. In ogni caso, è rappresentata molto chiaramente una scena di caccia dell'Età della pietra.

Tutti i disegni sono realizzati con il pigmento rosso nella stessa modalità, il che suggerisce che la loro creazione sia stata un evento unico. Simili raffigurazioni sono già state trovate in altre grotte vicine.

Secondo i ricercatori che hanno rinvenuto il reperto, le immagini dei lupi mannari indicano che alcuni dei disegni non appartengono al mondo reale. Queste creature a metà tra l’uomo e l’animale, anche se con alcune riserve, sono associate a credenze sciamaniche caratterizzate dalla presenza di spiriti-aiutanti del regno animale.

I ricercatori hanno studiato l’età di alcuni campioni calcarei che avevano ricoperto alcune aree delle raffigurazioni. L’età risultante è compresa tra 43,9 e 35,1 mila anni. Se consideriamo per buono il valore massimo, questa sarebbe il più antico esemplare di arte rupestre conosciuto prodotto da soggetti anatomicamente moderni. Questa è forse la più antica testimonianza del pensiero mitologico. Si credeva che il luogo di nascita di questo fenomeno fosse l'Europa occidentale.

In passato su Sulawesi sono state rinvenute immagini di maiali risalenti a 35mila anni fa. Il record appartiene alle pitture rupestri di Kalimantan, vicino a Sulawesi, 40 mila anni fa.

La svolta balcanica

Nel dipartimento francese della Dordogna sono stati identificati 235 siti di popoli antichi della tarda Età della pietra. In Croazia, Serbia e Montenegro, su un'area 23 volte più grande ne sono stati rinvenuti solo 50 e nessuna raffigurazione rupestre. Per gli scienziati è un mistero: perché la penisola balcanica, che si trova su un probabile percorso di migrazione di persone dall'Africa all'Europa, rimane una mosca bianca?

Nel 2010 il direttore del Museo archeologico dell'Istria, Darko Komsho, ha scoperto delle raffigurazioni rosse nel lato meno esposto della grotta Romualda. Nell'aprile 2019 ha pubblicato i risultati dello studio insieme ai colleghi di Francia, Regno Unito e Spagna. Questa è la prima scoperta dell'arte rupestre dell'Età della pietra nei Balcani.

Gli scienziati hanno contato un totale di 44 immagini su quattro sezioni del muro. Tutti realizzati con pigmento rosso. Il materiale su cui sono stati applicati dall'artista si è sbriciolato nel tempo in alcuni punti. I turisti stessi hanno danneggiato gli artefatti e li hanno coperti con graffiti. Questo complica la lettura delle raffigurazioni.

È stato possibile evincere che la maggior parte delle raffigurazioni è composta da punti, linee e simboli colorati. Ci sono due animali: un bisonte e una capra alpina. Le due figure sembrano umane, ma il cattivo stato di conservazione non permette di affermarlo con certezza.

Gli scavi effettuati al di sotto della parete hanno fornito ulteriore materiale. Nel terreno sottostante la probabile posizione dell'artista hanno rinvenuto frammenti di una matita ocra, una lama di pietra e carboni.

L'analisi al radiocarbonio ha determinato un’età compresa tra 17 e 12,7 mila anni. Questo contraddice la conclusione basata sulla stratigrafia secondo cui i disegni rupestri sarebbero stati eseguiti da soggetti che vivevano qui alla fine dell'età della pietra, ossia tra 34 e 31,5 mila anni fa.

Gli autori dello studio sono inclini a confermare la maggiore antichità di queste pitture rupestri. Lo dimostrano il disegno del bisonte e lo stile di esecuzione, tipico di quell'epoca. Inoltre, 17.000 anni fa questi animali si erano probabilmente già estinti nei Balcani.

Tutto ciò permette di rivedere le teorie risalenti alla fine del XX secolo, secondo cui l'arte rupestre sarebbe stata inventata da persone vissute nell'Età della pietra in Europa occidentale, soprattutto in Francia e Spagna. Negli ultimi anni la geografia dell'arte rupestre si è estesa all'Indonesia, l'Australia, il Sudafrica, così come alla Gran Bretagna e la Romania.

Artisti di Neanderthal

Gli antichi cominciarono ad esprimere se stessi e il mondo che li circondava attraverso l'arte simbolica molte migliaia di anni fa. All'inizio c'erano le decorazioni sulla persona: colorazione del corpo con pigmenti, apposizione di perline, piume, artigli di uccello. Queste pratiche esistevano già all’epoca degli uomini di Neanderthal, una sottospecie di uomo intelligente, più antica di quella moderna. In seguito emerse la pittura rupestre, ma al momento non si sa di preciso quando e chi l’abbia inventata.

Un gruppo di scienziati provenienti da Paesi europei ha determinato l'età delle pitture rupestri in tre grotte in diverse parti della Spagna - La Paciega, Maltravieso e Ardales. Secondo l'archeologia, 180.000 anni fa lì abitavano delle persone. Sulle pareti vi sono migliaia di immagini e incisioni realizzate con pigmenti rossi e neri: disegni di animali, figure umane, segni geometrici. Sono state create da soggetti di epoche diverse.

I ricercatori hanno prelevato 52 campioni da 23 siti e hanno condotto analisi isotopiche per determinarne l’età. Si è scoperto che una delle immagini rosse a forma di scala nella grotta de La Paciega avrebbe almeno 64,8 mila anni, un'impronta di palma del Maltravieso 66,7 mila, mentre le raffigurazioni di Ardales 65,5 mila anni. A quel tempo in quei luoghi vivevano solo gli uomini di Neanderthal poiché l'uomo moderno apparve due decine di migliaia di anni dopo.

Tutte le immagini datate sono piuttosto primitive, sono state applicate con pigmento rosso: punti, linee, dischi, impronte di palmi. Gli scienziati ritengono che si tratti di copie di gioielli trasferiti sulle pareti. Le impronte dei palmi non sono accidentali, richiedono luce e scelta del luogo. I disegni sono chiaramente consapevoli. Ci sono immagini simili in altre grotte in Europa, forse anch’essi attribuibili a uomini di Neanderthal.

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