03:58 16 Luglio 2020
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Ogni anno astronomi, cosmologi, planetologi e astrofisici raccolgono e studiano nuovi dati sul movimento dei corpi celesti, sulla composizione dell'atmosfera del pianeta, sugli effetti dei buchi neri e di altri fenomeni su scala cosmica.

Alcune scoperte sono così significative che cambiano la nostra comprensione dell'universo. Il portale hightech.plus ha scelto le 5 scoperte dell'anno appena passato che ci hanno fatto vedere l'universo da un'altra prospettiva.

5° - Forma della Via Lattea e scoperta di acqua su esopianeta

Il quinto posto è stato condiviso da due scoperte. La prima cambia la nostra comprensione della forma della Via Lattea. I ricercatori dell'Università di Varsavia hanno creato la mappa tridimensionale più dettagliata della nostra galassia, usando i dati delle osservazioni delle particolari e giganti stelle pulsanti Cefeidi. Misurando il rapporto tra il periodo e la luminosità di queste stelle pulsanti, sono riusciti a calcolare con precisione la lontananza di queste stelle dalla Terra.
Dopo aver posizionato tutte le 2400 cefalidi sulla mappa, gli astrofisici hanno capito che la Via Lattea è tutt'altro che piatta. La nostra galassia è "curva", i bordi esterni sono piegati in su da un lato e in giù dall'altro.

La seconda scoperta riguarda un pianeta nella Via Lattea, K2-18b, che si trova nella costellazione del Leone. Dopo aver analizzato i dati archivistici raccolti dal telescopio spaziale Hubble e averli inseriti attraverso un algoritmo d'analisi della luce stellare che passa attraverso l'atmosfera del pianeta, i ricercatori sono giunti alla conclusione che esistono tracce molecolari di vapor acqueo nell'atmosfera di questo pianeta.

In altre parole il pianeta K2-18b è l'unica super-terra che orbita nella zona abitabile attorno alla sua stella su cui è stata confermata la presenza di acqua.

4° - Caratteristiche del buco nero

Un tempo Albert Einstein predisse che due enormi buchi neri, in collisione, danno origine a un nuovo buco nero, la cui formazione è accompagnata da un "squillo" che si propagava mediante onde gravitazionali. E dalla natura dei picchi e delle attenuazioni di queste onde si può determinare la massa e il momento angolare di un buco nero appena nato.

Gli scienziati del MIT per la prima volta sono riusciti a sentire questo "squillo".

E' la prima prova del genere della teoria della relatività generale. Ha confermato l'idea che un buco nero può essere descritto solo da tre parametri: massa, carica elettrica e momento angolare.

3° - Formazione delle galassie

Nel 2019 un gruppo di astronomi giapponesi ha presentato le prove più convincenti dell'esistenza di filamenti di gas costituiti da materia oscura e barionica.

La scoperta degli astrofisici asiatici ci consente di comprendere meglio il meccanismo di formazione delle galassie, in particolare l'apparizione di ammassi di galassie è diventata possibile grazie alla rete cosmica, in cui i suoi filamenti si intersecavano, formando densi tratti di materia. Sono stati il ​​carburante per l'intensa formazione di stelle e la crescita di buchi neri supermassicci.

2° - Stranezza del vento solare

Alla fine del 2018 la sonda Parker si è avvicinata al Sole ad una distanza record da record di soli 24 milioni di km ed ha raggiunto una velocità tale che nessun oggetto realizzato da mani umane aveva mai sviluppato in passato. Ma la cosa principale è che i dati raccolti dalla sonda hanno permesso agli esperti della Nasa di rispondere alle domande per cui l'apparato è stato inviato verso il Sole: cosa causa forti raffiche di vento solare e perché la corona del sole è molto più calda degli strati interni?

Parker è riuscita ad identificare la fonte del lento e costante vento solare. Viene da un buco nella corona solare, in un luogo in cui il gas è più freddo e meno denso. Inoltre i dispositivi della sonda hanno registrato enormi sbalzi nella velocità del vento con accelerazioni locali fino a 500mila km/h in pochi secondi. Queste esplosioni possono spiegare il calore della corona.

1° - Come appare l'orizzonte degli eventi

La svolta nello studio dei buchi neri è avvenuta il 10 aprile in una conferenza tenuta dagli astronomi dell'Osservatorio europeo meridionale. Qui è stata presentata la prima foto al mondo dell'orizzonte degli eventi del buco nero supermassiccio M87, attorno al quale si è formata la nostra galassia.

Questa scoperta ancora una volta ha aggiunto peso alla Teoria generale della relatività, ha dimostrato che la dinamica gravitazionale delle stelle predice bene la massa dei buchi neri, che ruota, che vi è materia attorno e che la natura della sua radiazione cambia.

Tags:
Universo, Scienza e Tecnica, Astronomia, Sole
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