13:48 02 Giugno 2020
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Il 5° Forum sull'Olocausto in Israele (14)
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Il presidente polacco Andrzej Duda non si recherà in Israele per prender parte al World Holocaust Forum, scrive uno dei più influenti giornali del Paese Gazeta Wyborcza.

"Il presidente Andrzej Duda non usufruirà dell'invito per celebrare il 75° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, organizzato dall'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme per il 22 e 23 gennaio", scrive il giornale.

Secondo l'articolo, uno dei motivi principali della rinuncia di Duda al viaggio è che "l'ospite principale dovrebbe essere il presidente russo Vladimir Putin".

Secondo il giornale, l'evento a Gerusalemme è stato organizzato con la partecipazione del ministro degli Esteri israeliano Israel Katz, che l'anno scorso ha dichiarato che i polacchi "hanno assimilato l'antisemitismo con il latte materno".

Inoltre si nota che in Polonia le celebrazioni in Israele sono viste come un'alternativa al festeggiamento della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, che si terrà nella città polacca di Auschwitz il 27 gennaio, Giornata della Memoria dell'Olocausto.

Il World Holocaust Forum si terrà in Israele per la quinta volta. I presidenti di Francia, Germania e Italia hanno già confermato la propria presenza.

Putin e l'accusa di nascondere i fatti della Seconda Guerra Mondiale

La verità sulla Seconda Guerra Mondiale è deliberatamente taciuta nell'Europa di oggi, cercando di scaricare la colpa per averla scatenata dai nazisti ai comunisti: viene fatto dai politici occidentali per nascondere momenti scomodi nella loro stessa storia, l'accusa di Putin.

"Ho l'impressione che non solo non vogliono sapere nell'Europa di oggi, ma che sia deliberatamente messo a tacere, cercando di spostare la colpa dai nazisti ai comunisti anche per aver scatenato la Seconda Guerra Mondiale. Sì, sappiamo chi è Stalin. Sì, gli abbiamo dato le nostre valutazioni. Ma penso che rimanga il fatto che è stata la Germania nazista ad attaccare la Polonia il 1° settembre 1939 e l'Unione Sovietica il 22 giugno 1940", ha sottolineato Putin.

Parlando dei recenti casi di demolizione dei memoriali dei soldati sovietici, il capo di Stato russo ha osservato che i soldati dell'Armata Rossa, per cui hanno eretto questi monumenti in Europa, erano persone comuni, in molti casi con parenti vittime delle repressioni staliniane.

In Polonia respinte le parole di Putin

Non si è fatta attendere la risposta del governo polacco, il quale ha affermato che le dichiarazioni di Putin suscitano "preoccupazione", accusando il leader russo di "presentare un quadro falso degli eventi".

Già da di versi anni, la Polonia continua a sostenere che la Russia abbia aggredito la Polonia nello stesso anno della Germania nazista, ovvero nel 1939.

Secondo l'Istituto di Memoria Nazionale della Polonia, "il preludio all'aggressione armata del Terzo Reich e dell'Urss fu il reciproco accordo del 23 agosto 1939, noto come Patto Molotov-Ribbentrop".

Per molti anni la posizione ufficiale della Polonia si basa sul fatto che l'Urss attaccò la Polonia nel 1939 allo stesso modo della Germania di Hitler.

L'Istituto statale di Memoria Nazionale della Polonia è impegnato nello studio delle attività degli organi di sicurezza statali della Polonia socialista (1944-1990), del Terzo Reich e dell'Urss per indagare e far luce sui crimini contro i cittadini polacchi. L'Istituto è il promotore della legge sulla decomunistizzazione, in base a cui molte vie sono state rinominate ed i monumenti dell'epoca sovietica sono stati demoliti.

Tema:
Il 5° Forum sull'Olocausto in Israele (14)
Tags:
Storia, Seconda Guerra Mondiale, Israele, Vladimir Putin, Russia, Polonia, Andrzej Duda
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