15:01 20 Gennaio 2020
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Il prossimo anno, che segnerà per l'esercito russo il completamento del programma di armamento statale 2010-2020, la Marina Militare prevede il varo delle prime due portaelicotteri sul modello della classe Mistral francese, nonché di due sommergibili nucleari Yasen-M.

Inoltre, le truppe riceveranno nuovi esemplari di armi tanto attesi, continueranno a testare promettenti missili strategici, aumenteranno il livello di preparazione al combattimento e rafforzeranno la cooperazione militare e tecnica.

Mistral alla russa

Uno degli eventi più attesi del prossimo anno sarà il varo presso il cantiere navale Zaliv di Kerch di due navi da carico di fatto analoghe alle portaelicotteri francesi di classe Mistral. La fornitura di questi natanti è stata interrotta nel 2014 a causa dell'aggravarsi della situazione internazionale provocata dalla riunificazione tra Crimea e Russia e dal conflitto di Donbass.

Poco si sa oggi sui Mistral russi: queste navi portuali molto versatili saranno in grado di trasportare tra i 12 e i 16 elicotteri, ognuno di stazza comprese tra le 20 e le 25 mila tonnellate. La consegna delle portaelicotteri alla Marina Militare è prevista tra il 2025 e il 2026.

Proprio su queste portaelicotteri si prevede di elaborare tecnologie per la costruzione di nuove portaerei russe di stazza maggiore, che in futuro sostituiranno la Admiral Kuznetsov.

Gli Yasen alla Parata della Vittoria

Un altro evento importante per la flotta russa nel prossimo anno è il varo di due sommergibili nucleari del progetto 885 Yasen-M presso il cantiere Sevmash di Severodvinsk. Entrambi i sommergibili saranno varati il giorno del 75° anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica, il 9 maggio 2020. Così, saranno già otto i sottomarini di questo tipo in servizio presso la Marina russa.

I sommergibili di questo progetto hanno una stazza di 13800 tonnellate, vantano una profondità di immersione di 520 metri, possono trasportare un equipaggio di 64 persone, hanno un’autonomia di 100 giorni e presentano una velocità subacquea di 31 nodi. Sono equipaggiati con mine, siluri da 533 mm, missili da crociera Kalibr e Oniks.

Come comunicato da Sevmash, le differenze tra gli Yasen-M e il progetto originale 885 riguardano gli elementi di base, i sistemi di armi elettroniche, l'equipaggiamento ammodernato e i nuovi materiali forniti nell’ambito del processo di sostituzione delle importazioni.

Nel 2020, la Marina continuerà a dotarsi di altri sommergibili di quarta generazione: la flotta riceverà il primo incrociatore nucleare di serie del progetto Borey-A Knyaz Oleg equipaggiato con missili balistici Bulava. In totale si prevede l’adozione di sette sommergibili di questo tipo.

Nuovi armamenti

Nel 2020 l'esercito russo adotterà i tanto attesi nuovi modelli di armamenti, tra cui il sistema di lanciafiamme pesante di nuova generazione TOS-2 Tosochka che sostituirà il sistema Solntsepek. Si prevede la partecipazione di questo sistema alla sfilata della Vittoria sulla Piazza Rossa.

Una delle principali differenze tra Tochochka e Solntsepek è il telaio a ruote. Questa decisione è stata presa dagli sviluppatori tenendo conto dell'esperienza di funzionamento dei sistemi di lanciafiamme (sul telaio cingolato) in zone desertiche.

Il nuovo TOS sarà dotato anche di un sistema basato sull'intelligenza artificiale, il che aumenterà significativamente il raggio d'azione. Tosochka sarà anche più compatto del suo predecessore.

Sistema lanciafiamme pesante TOS-1A Solntsepek
© Sputnik . Evgeny Biyatov
Sistema lanciafiamme pesante TOS-1A "Solntsepek"
Un'altra novità del prossimo anno è il fucile da cecchino Chukavin, sviluppato dagli esperti della società Kalashnikov per sostituire il leggendario SVD.

Il nuovo fucile è realizzato in tre calibri: 7,62x54R, 7,62x51 NATO e .338 Lapua Magnum (8,6x70mm). L'arma è dotata di guida Picatinny per il montaggio di eventuali accessori. Il fucile Chukavin è prodotto a partire dal SVD, il che lo rende in parte simile al suo predecessore. Inoltre, nel 2020 la Kalashnikov avvierà la produzione in serie della pistola Lebedev (PL-15).

Riarmo coi Sarmat

Si continuerà a rafforzare anche lo scudo nucleare russo. Infatti, a partire dal 2020 il riarmo delle Forze missilistiche strategiche inizierà con gli ultimi missili balistici intercontinentali RS-28 Sarmat (a sostituire il missile sovietico R-36M2 Voevoda). Entro il 2027 questo ICBM entrerà in servizio in 20 reggimenti.

Viktor Bondarev, presidente della commissione per la Difesa e la Sicurezza in seno al Consiglio della Federazione russa, nonché ex comandante dell'Aeronautica Militare, ha dichiarato che il nuovo missile sarà in grado di colpire obiettivi sia attraverso il Polo Nord che attraverso il Polo Sud, superando così i sistemi di difesa missilistica. Secondo Bondarev, per intercettare i Sarmat sono necessari almeno 500 missili antimissilistici americani.

Inoltre, l'anno prossimo le Forze missilistiche strategiche riceveranno 22 piattaforme di lancio con missili Yars e i più recenti sistemi con unità da combattimento Avangard, che può raggiungere una velocità di 20 Mach.

Completamento del GPV 2010-2020

Il prossimo anno sarà fondamentale per lo sviluppo delle Forze Armate: si tireranno le somme di una delle più grandi campagne di riarmo dell'Esercito nella storia della Russia, il Programma governativo di riarmo (GPV) 2010-2020. Durante questo decennio, la quota di armi moderne nelle forze armate russe è aumentata di sette volte (dal 10 al 70 %).

Secondo Igor Korotchenko, noto esperto militare e membro del Consiglio pubblico del Ministero russo della Difesa, il comparto della difesa in Russia ha portato a termine la maggior parte dei obiettivi previsti dal GPV, il che ha permesso all'esercito russo di assumere una delle posizioni di punta nelle classifiche degli eserciti più forti del mondo.

L'esperto ha definito tra i principali obiettivi raggiunti nell'ambito del GPV la saturazione delle forze strategiche e delle truppe di difesa contraerea con i più moderni sistemi (S-400, Buk-M3, Tor-M2TT, S-350), la creazione di un campo radar continuo lungo il perimetro dei confini russi, lo sviluppo di un sistema di allerta di attacco missilistico, il riarmo delle forze nucleari strategiche sui sistemi RS-24 Yars, l’inserimento in servizio del primo reggimento missilistico armato con i sistemi Avangard.

Altri successi della Difesa nazionale includono lo sviluppo del caccia di quinta generazione Su-57 e di una linea di veicoli corazzati avanzati quali il carro armato Armata, il veicolo da combattimento di fanteria Kurganets-25, l’obice semovente Koalitsiya-SV e il veicolo da trasporto corazzato Boomerang, nonché l'equipaggiamento da combattimento del futuro Ratnik.

Allo stesso tempo è stato necessario abbandonare alcuni progetti. Ad esempio, l’elaborazione del sistema missilistico ferroviario da combattimento Barguzin è stata sospesa a tempo indeterminato.

Secondo Korotchenko, il nuovo GPV 2018-2027 si concentrerà sulle armi ad alta precisione, sui sistemi di comunicazione e di gestione del combattimento e sull'ulteriore sviluppo dei sistemi di difesa aerospaziale. I progetti centrali del nuovo programma saranno il drone nucleare sottomarino Poseidon e il missile da crociera a propulsione nucleare Burevestnik.

Kavkaz-2020 e altri addestramenti

L'evento principale nell’ambito degli addestramenti delle Forze Armate russe nel 2020 sarà l'esercitazione di comando strategico Kavkaz-2020 prevista per settembre che si terrà sotto la guida del Capo di Stato Maggiore.

Per il 2020 si prevedono in tutto più di 4800 esercitazioni, di cui 50 internazionali, comprese le esercitazioni bilaterali con Cina, India, Serbia, Mongolia, Pakistan, Algeria ed Egitto.

Prospettive per l'estensione del New START

Il prossimo anno dovrebbe essere decisivo per determinare il destino del Trattato di riduzione delle armi strategiche (New START), che oggi è, di fatto, l'unico documento esistente che limiti le corse agli armamenti russa e statunitense.

Il New START scade il 5 febbraio 2021 e l'amministrazione statunitense non ha ancora annunciato se Washington intenda o meno prorogarlo.

Durante il periodo di validità dell'accordo le parti si sono ripetutamente scambiate accuse circa la non conformità ai termini dello stesso. Ad esempio, la Russia ritiene che la conversione, cioè il passaggio ad armi convenzionali, dei bombardieri B-52N e dei lanciatori Trident II, sia stata effettuata in modo tale da poterli riattrezzare per il trasporto di armi nucleari, se necessario.

Le recenti affermazioni degli Stati Uniti vertono invece sugli ultimi sistemi di armamenti russi, quali Sarmat, Avangard e Poseidon, che, secondo gli americani, rientrano tra gli armamenti regolamentati dal New START.

A questo proposito il Ministero russo degli Esteri ha osservato che Sarmat e Avangard non violano il New START. Vi sono "criticità" con gli altri tre sistemi più recenti, i quali tuttavia non possono essere inclusi nel trattato, in quanto questo si attiene esclusivamente ai missili balistici intercontinentali, i missili balistici sottomarini e i bombardieri pesanti.

Secondo il colonnello Leonid Ivashov, ex capo del dipartimento per la cooperazione militare internazionale in seno al Ministero della Difesa, l'abolizione del New START non dovrebbe portare a un conflitto militare globale, poiché la Russia e gli Stati Uniti hanno già accumulato un certo potenziale nucleare (il 90% di tutte le testate nucleari mondiali) il quale garantisce la reciproca distruzione.

L'esperto ha ricordato che gli americani non hanno ratificato il Trattato di limitazione delle armi nucleari strategiche (SALT-2) a causa dell'ingresso delle truppe sovietiche in Afghanistan, ma allo stesso tempo hanno concordato informalmente con Mosca di rispettarne le disposizioni e le hanno effettivamente osservate fino alla sottoscrizione dello START-1 nel 1991.

Il generale ha spiegato che ritirandosi dal New START gli USA intendono limitare il potenziale bellico della Cina, mentre per la Russia costituisce un interesse maggiore la limitazione del potenziale bellico dei Paesi della NATO, come la Gran Bretagna. Ivashov ha sottolineato che si dovrebbe cercare un compromesso su questi temi.

Nuove forniture di S-400 alla Turchia

Uno degli eventi più attesi del 2020 è la sottoscrizione del contratto di fornitura di S-400 per la Turchia. Come ha dichiarato in un'intervista il Direttore Generale di Rosoboronexport Alexander Mikheev, questo accordo prevede la fornitura del secondo lotto di questi sistemi di difesa contraerea ad Ankara in aggiunta ai quattro lotti di Triumph, ricevuti dalla parte turca in base a contratto del valore di 2,5 miliardi di dollari.

Secondo lui, il contratto prevede anche il supporto tecnico del progetto alla parte turca (localizzazione parziale della produzione dei singoli elementi del sistema), ma è troppo presto per precisare ulteriori dettagli.

Allo stesso tempo, Mikheev ha sottolineato che la cooperazione tecnico-militare tra Russia e Turchia non si limita alla difesa contraerea. In particolare, Ankara era interessata ai caccia russi Su-57, che avrebbero potuto sostituire gli F-35 americani, non forniti dagli Stati Uniti a causa della sottoscrizione e dell'attuazione del contratto per gli S-400.
Cooperazione con l'India e la Cina

Si prevede inoltre che il prossimo anno saranno sottoscritti due accordi con gli altri principali partner della Russia nel settore della difesa, ossia India e Cina. Entrambi i progetti riguardano gli elicotteri

Infatti, Mosca e Nuova Delhi devono accordarsi sul prezzo per la fornitura e la localizzazione della produzione in India di 200 elicotteri leggeri multiuso Ka-226T. Si presume che i primi 60 mezzi saranno prodotti in Russia, i restanti 140 in India.

Il vice primo ministro russo Yuri Borisov ha dichiarato che la costruzione del Ka-226T dovrebbe iniziare nello stabilimento di Ulan-Ude nel 2021 come parte di questo accordo.

Inoltre, è prevista la sottoscrizione di un contratto con la Cina per lo sviluppo congiunto di un AHL (Advanced Heavy Lifter), trattative sul quale la holding Russian Helicopters e la società cinese Avicopter hanno già concluso quest'anno.

Elicottero multifunzionale leggero Ka-226T
© Sputnik . Maxim Blinov
Elicottero multifunzionale leggero Ka-226T
Secondo la bozza di accordo, la parte russa svilupperà una proposta tecnica e alcuni componenti e unità per il nuovo mezzo, in particolare la trasmissione, il rotore di coda e alcune altre parti. A sua volta, la Cina sarà responsabile dell'attuazione del programma nel suo complesso, ivi compresi la progettazione, la selezione dei motori, la costruzione dei prototipi, il collaudo, la certificazione, la produzione, nonché la promozione dell'elicottero sul mercato.

Secondo le stime preliminari, la domanda del nuovo mezzo in Cina potrebbe raggiungere più di 200 unità entro il 2040. Il peso al decollo dell'AHL dovrebbe essere di 38 tonnellate. L'elicottero sarà in grado di operare 24 ore su 24 in climi caldi, in alta montagna e in qualsiasi altra condizione climatica.

Tags:
Cina, NATO, Russia, Difesa
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