17:03 28 Marzo 2020
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Il governo di Tripoli si è già rivolto ad Ankara per chiedere supporto militare per contrastare le forze del maresciallo Khalifa Haftar. Ora tocca al parlamento turco a decidere se fornire tale assistenza al governo di al-Serraj.

Ankara potrebbe rinunciare all’invio delle proprie truppe in Libia se il maresciallo Khalifa Haftar smettesse di attaccare Tripoli, ha dichiarato oggi il vicepresidente turco Fuat Oktay.

Il parlamento turco in sessione straordinaria il 2 gennaio deciderà se autorizzare l'invio delle unità dell'esercito turco in Libia. Martedì il ministro della Difesa turco Hulusi Akar ha dichiarato che i preparativi per la spedizione erano già iniziati.

"Se entreranno le nostre truppe in Libia o no dipende interamente dalla situazione in loco. Le nostre forze armate e il ministero della Difesa sono pronti. L'adozione di un mandato per inviare truppe in parlamento porta un messaggio politico. Se la parte rivale dichiara di rinunciare agli attacchi, allora perché dovremmo andarci?", ha detto Oktay in un'intervista all’agenzia Anadolu.

Tuttavia, se Haftar non cambierà il suo atteggiamento, la Turchia, avendo ricevuto una richiesta del Governo dell’Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, invierà i propri soldati, ha aggiunto il vicepresidente turco.

"Oggi o domani sarà fatto (l’invio delle truppe). Se c'è un rischio oggi - significa oggi, se domani – allora domani. Tre, dieci giorni dopo – quindi fra tre, dieci giorni. Il mandato sarà valido per un anno e le truppe saranno spedite in quantità adeguata", ha affermato il politico turco.

Il governo di Tripoli guidato da Faez al-Serraj ha formalmente chiesto supporto militare ad Ankara per contrastare l’Esercito Nazionale Libico (LNA). Si tratta di supporto militare "aereo, terrestre e marittimo" per respingere l’offensiva sulla capitale libica.

Situazione in Libia

Al momento in Libia sono attivi due governi: il GNA di Faez al Serraj, sostenuto dall’ONU e dall’UE a Tripoli, ed il governo di Abdullah al-Thani, sostenuto dall’LNA, comandato dal maresciallo Khalifa Haftar. Il 4 aprile, il maresciallo Khalifa Haftar ha ordinato alle sue forze di lanciare un’offensiva contro la capitale per "liberarla dai terroristi". Le unità armate fedeli al governo di Tripoli hanno annunciato l'inizio dell'operazione di risposta "Vulcano di rabbia". Secondo l'OMS, il bilancio delle vittime negli scontri ha superato le 450 persone, mentre sono più di 2100 i feriti. Lo scorso 12 dicembre Haftar ha annunciato la tappa finale dell’offensiva su Tripoli.

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Turchia, Libia
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