01:06 09 Aprile 2020
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Khamenei, leader supremo della rivoluzione islamica, risponde alle dichiarazioni di Trump, dicendo che l'Iran difenderà la propria dignità. Aumentano le tensioni fra i due paesi.

E' il leader supremo della Repubblica Islamica dell'Iran, l'Ayatollah Ali Hussein Khamenei a rispondere a quanto il presidente USA Donald Trump aveva scritto su twitter

La guida suprema iraniana ha detto che Teheran non cerca la guerra con nessuno, ma il Paese pronto a dare una risposta immediata in caso di aggressione. 

"Se qualcuno ci minaccia - ha detto - lo affronteremo e attaccheremo senza vacillare". E relativamente quanto scritto da Trump su twitter, ha avvertito: "Se la Repubblica Islamica deciderà di combattere, lo farà in maniera inequivocabile". Poi ha aggiunto: "Non rincorriamo la guerra, ma difenderemo con forza i nostri interessi nazionali, la nostra dignità e la nostra gloria". 

Khamenei ha negato un ruolo dell'Iran nelle proteste degli sciiti in Iraq. Piuttosto, ha affermato, queste proteste sono la conseguenza degli interventi degli Usa nel mondo. 

"Il tipo (Trump, ndr) ha scritto su Twitter che l'Iran è responsabile per i fatti avvenuti a Baghdad e che ci sarà una risposta. Prima di tutto, tu non puoi fare nulla, secondo - se tu avessi una logica - capiresti i crimini commessi in nazioni come Iraq e Afghanistan...vi hanno fatto odiare da queste nazioni". 

L'assalto all'ambasciata 

Il 31 dicembre centinaia di persone che avevano preso parte al funerale di 25 combattenti sciiti uccisi da un raid statunitense nel fine settimana, si sono staccati dal corteo funebre e si sono diretti all'ambasciata Usa di Baghdad. Sono riusciti a superare i controlli e gli sbarramenti, avendo accesso alla struttura. Durante l'assalto alcuni edifici della sede diplomatica hanno preso fuoco. 
Gli Usa hanno puntato il dito contro l'Iran, ritenendolo responsabile dell'episodio. Teheran ha negato con veemenza di aver avuto un ruolo nell'assalto all'ambasciata e ha dichiarato che l'ira dei manifestanti è stata scatenata dagli attacchi aerei statunitensi che hanno provocato "l'uccisione selvaggia" di 25 iracheni.

L'assedio all'ambasciata sembra essere la risposta a una serie di attacchi aerei statunitensi, avvenuti nel fine settimana, contro le strutture della milizia sciita di Kataib Hezbollah su territorio iracheno e siriano.

La milizia appoggiata dall'Iran, che ha combattuto contro i terroristi dello Stato islamico (IS, precedentemente ISIS), era stata accusata dal Pentagono dell'attacco di venerdì scorso  contro una base della coalizione americana a Kirkuk, durante il quale è morto un contractor. 

Tags:
Ali Khamenei, USA, Donald Trump, Iran
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