00:40 21 Ottobre 2020
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Tensioni diplomatiche in Bolivia. Il governo ad interim espelle María Teresa Mercado, ambasciatrice del Messico, Cristina Borreguero, la console di Spagna e altri diplomatici, per aver dato rifugio a personalità vicine a Evo Morales.

"Il governo costituzionale che presiedo ha deciso di dichiarare persona non gradita l'ambasciatrice del Messico in Bolivia, María Teresa Mercado; l'incaricata degli affari di ambasciata, Cristina Borreguero, e console di Spagna in Bolivia, Álvaro Fernández, chiedendo loro di lasciare il paese entro 72 ore ", ha annunciato alla stampa l'autoproclamata presidente Jeanine Áñez.

​La Añez ha aggiunto che la decisione riguarda anche "il gruppo di diplomatici [spagnoli] presumibilmente incappucciati e armati", che il 27 dicembre si sarebbero resi protagonisti di un incidente organizzato la polizia locale mentre tentavano di entrare nell'ambasciata messicana.

A sua volta, il governo del Messico ha dato istruzione  alla sua ambasciatrice in Bolivia, María Teresa Mercado, di tornare nel paese per "salvaguardarne la sicurezza e l'integrità. L'ambasciata messicana in Bolivia resterà a carico di Ana Luisa Vallejo, attuale capo della Cancelleria della Missione. La nostra rappresentanza continuerà a funzionare normalmente dopo questo spostamento", ha dichiarato l'amministrazione di Andrés Manuel López Obrador in una nota pubblicata sul suo sito web.

Il 26 dicembre, il Messico ha presentato un ricorso contro il governo de facto della Bolivia dinnanzi alla Corte internazionale di giustizia de L'Aia, per l'assedio all' ambasciata messicana e alla residenza ufficiale del suo ambasciatore a La Paz .

La tensione tra i due paesi è cresciuta negli ultimi giorni a causa dell'accerchiamento imposto dalle autorità di fatto boliviane al quartier generale diplomatico messicano, dove una ventina di persone legate all'ex presidente Evo Morales (2006-2019) hanno chiesto asilo asilo.

L'assalto all'ambasciata messicana

Le espulsioni sono state annunciate mentre si compiono quasi 50 giorni di permanenza di diversi esponenti di spicco del governo di Morales, ospitati nella sede della missione diplomatica messicana in attesa di un salvacondotto che il governo di fatto non intende concedere.  

La tensione diplomatica tra il governo di fatto di Áñez e l'amministrazione di Andrés Manuel López Obrador stava sfociare nella violenza lo scorso venerdì 27, quando quattro presunti membri della rappresentanza diplomatica spagnola sono stati intercettati dal forte contingente di polizia che circonda il quartier generale dell'ambasciata messicana.

Il governo ad interim bolivano ha denunciato un presunto piano internazionale per facilitare la fuga, da quell'ambasciata, di ex ministri e altre ex autorità boliviane che intendono andare in esilio dopo il colpo di stato dello scorso novembre.

"Questo gruppo di rappresentanti dei governi di Messico e Spagna, ha gravemente ferito la sovranità e la dignità del popolo e del governo costituzionale della Bolivia", ha affermato il senatore Áñez, autoproclamato presidente il 12 novembre.

Ha aggiunto che il suo governo rispetta il popolo di Messico e Spagna, ma non tollera ciò che ha descritto come "l'abuso e l'arroganza dei governanti di quei Paesi, che chiaramente cercano di nascondere e proteggere i criminali che hanno commesso crimini di sedizione, rivolta armata e terrorismo".

Tra i membri del governo del presidente Evo Morales rifugiati nell'ambasciata messicana, spiccavano gli ex ministri presidenziali, Juan Ramón Quintana; di giustizia, Héctor Arce e delle culture, Wilma Alanoca.

Morales è stato in esilio per tre settimane in Messico e dall'11 dicembre è arrivato in Argentina, dove ha richiesto lo status di rifugiato politico, rimanendo attivo come capo del suo partito, il Movimento per il socialismo, e come ha detto, come presidente costituzionale della Bolivia fino alla conclusione del suo mandato del 22 gennaio.

Tags:
Spagna, Messico, Evo Morales, Colpo di stato, Bolivia
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