08:37 06 Luglio 2020
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Mentre sottrarre bitcoin è un delitto apparso di recente, dietro il furto di cripto-valuta più grande non solo nella storia della Francia ma anche di tutto il mondo si cela una storia di vendetta fra vecchi amici, diventati poi soci in affari.

I giovani imprenditori protagonisti di questa vicenza avevano avviato un'azienda di IT nel 2013. Per alcuni anni tutto è filato senza intoppi, con profitti in costante crescita. Tuttavia, alcune controversie tra i dirigenti hanno provocato il licenziamento di uno dei co-fondatori della società.

L’uomo dopo aver lasciato il collettivo ha cominciato a cercare un nuovo lavoro all’estero, ed a serbare rancore verso gli ex soci, fino a diventare un vero e proprio hacker.

L'indagine ha stabilito che tra dicembre 2018 e gennaio 2019, l’uomo ha utilizzato transazioni remote per sottrarre dai conti dell'azienda 182 unità di bitcoin, il cui valore si aggira attorno ai € 1,1 milioni.

Essendo a conoscenza delle norme di operatività dell'impresa, l'uomo non ha mai superato il limite di prelievo che fa scattare automaticamente l’allarme. Eppure in un giorno la scomparsa di una grande somma di denaro è venuta a galla e la società ha denunciato il fatto alla polizia. Gli investigatori dopo un'indagine durata alcuni mesi sono riusciti a rintracciare il portafoglio digitale dove erano depositati i bitcoin rubati e individuare il suo proprietario.

Il sospetto in quel momento era già tornato in Francia. Non è chiaro se l’uomo pensasse di esser passato completamente inosservato nella vicenda oppure se ci fosse un motivo valido per la sua permanenza in territorio francese nonostante risultasse ricercato dalle forze dell’ordine.

L'imprenditore è stato arrestato una settimana fa nel dipartimento del Calvados, nel nord della Francia. Questa area è nota per i suoi resort eleganti e l'omonimo liquore.

L'uomo che ha ammesso alle autorità di aver commesso il reato con lo scopo di vendicarsi è stato accusato di furto, riciclaggio di denaro, accesso illegale e sfruttamento del sistema di elaborazione automatica dei dati.

Il giudice locale ha deciso di porre restrizioni all'uomo, impedendo a quest'ultimo di lasciare il paese in attesa del processo, tuttavia l'ufficio del procuratore di Parigi sta insistendo per tramutare queste restrizioni in una sentenza di detenzione.

A novembre scorso la Polizia di Stato sotto la direzione di Roma ha portato a fine l'operazione PEOPLE 1,  il cui risultato è stato l'arresto di un hacker sessantaseienne che rubava e rivendeva i dati della Pubblica Amministrazione.

Tags:
Furto, criptovaluta, bitcoin, Francia
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