06:14 23 Febbraio 2020
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Ha raccontato i dettagli della proposta Alexander Rahr, politologo e giornalista tedesco, nonché biografo del presidente russo.

Vent'anni fa il presidente russo Vladimir Putin parlava seriamente di un'alleanza con l'Europa, aveva fatto "generose proposte" per creare un'alleanza energetica, un'alleanza monetaria e commerciale e per avviare il dialogo sulla politica di sicurezza.

Il 31 dicembre 1999 Boris Eltsin annunciò le sue dimissioni da presidente della Federazione Russa ed il premier Vladimir Putin venne nominato capo di Stato ad interim. Poco dopo venne eletto presidente della Russia. Nel 2000 in Germania uscì il libro di Alexander Rahr "Vladimir Putin. Il tedesco al Cremlino".

"Anche prima di intervenire nel Bundestag (nel settembre 2001 - ndr), Putin parlava seriamente di normalizzazione e persino di alleanza con l'Europa. Non voleva che la Russia diventasse parte dell'Occidente, ma gli sarebbe piaciuto diventare un architetto di una casa comune europea. Allora avevo notato che era un grande sostenitore delle idee di Pietro il Grande, che "aprì la finestra in Europa". Voleva fare cose più specifiche con l'Occidente di Eltsin", ha detto Rahr a Sputnik.

"Durante l'incontro (una cena nel 2000 - ndr), mi disse che aveva concordato con l'allora cancelliere tedesco Schroeder di istituire il "Dialogo di San Pietroburgo", una piattaforma globale della società civile tedesca e russa, modellata sulle organizzazioni esistenti della Germania con la Gran Bretagna o la Francia, per la riconciliazione e lo scambio e il riavvicinamento tra Russia ed Europa mediante la Germania. L'ho considerato un compito degno e sincero, tutto aveva delle basi", ha aggiunto.

© Sputnik . Vladimir Vyatkin
Vladimir Putin e Boris Eltsin alle celebrazioni dedicate al 55° anniversario della vittoria sul nazifascismo durante la Grande Guerra Patriottica (Seconda Guerra Mondiale), 9 maggio 2000.

Secondo Rahr, alla fine degli anni '90, Putin fece una serie di "proposte molto interessanti, vennero studiate in Germania". In particolare, quando era ancora capo del governo, Putin "aveva fatto generose proposte all'Europa per creare un'alleanza energetica, un'alleanza monetaria e commerciale e avviare il dialogo sulla politica di sicurezza", ha detto il politologo. Ha aggiunto che "sono stati gli aspetti economici di queste proposte ad aver attirato l'attenzione dell'economia tedesca, suscitando il desiderio di entrare rapidamente in questo mercato".

Rahr notò che dopo l'insediamento del governo di socialdemocratici e verdi in Germania guidato da Gerhard Schroeder, il cancelliere tedesco non ebbe fretta di recarsi in Russia. I Verdi erano fortemente critici delle operazioni in Cecenia nel 1999 contro i terroristi islamisti caucasici. La decisione di riavvicinamento al governo russo è stata presa a Berlino principalmente sotto la pressione dell'establishment economico tedesco.

"Le imprese tedesche e personalmente Klaus Mangold, in qualità di presidente del Comitato industriale tedesco per le relazioni economiche con l'Europa orientale, avevano praticamente trascinato Schroeder in Russia dicendo che esiste un enorme mercato e che le condizioni sono migliorate rispetto ai tempi di Eltsin e che questa alleanza deve essere costruita", ha aggiunto Rahr.
Tags:
Gerhard Schröder, Vladimir Putin, Germania, Occidente, Europa, Russia
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