08:58 10 Aprile 2020
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Il leader ungherese, facente parte del patto di Visegrad, ha accusato la rete di ong di George Soros di voler annientare gli stati nazionali dell'Unione europea.

Per il leader ungherese Viktor Orban, appartenente al gruppo di Visegrad, sarebbero sostanzialmente due gli errori commessi dall'Unione europea nel corso del decennio che sta per terminare.

E il primo di questi, ha spiegato il primo ministro di Budapest, è la politica migratoria di porte aperte che ha caratterizzato gli ultimi anni della vita politica comunitaria, portando a fenomeni di migrazione di massa che poco di buono hanno portato al Vecchio Continente.

"Tutti sanno che il 2020 sarà un anno difficile per l'Europa. Brussels ha fatto due errori molto seri. Uno è l'aver lasciato le porte aperte ai migranti mentre l'altro è lo smantellamento della politica economica europea", ha dichiarato Orban in un'intervista a Magyar Nemzet.

Quello lanciato dal leader ungherese è un vero e proprio allarme culturale e anche religioso:

"L'immigrazione è un problema chiave per l'Europa - ha spiegato - non soltanto oggi, quest'anno o l'anno prossimo, ma lo sarà per decenni. Definisce la politica europea e le relazioni tra i Paesi del continente. Nei Paesi occidentali dove sono stati ammessi, i musulmani stanno aumentando di numero con ogni anno che passa mentre la popolazione cristiana sta calando", è stato l'ammonimento di Orban, il quale ha rivendicato la politica estremamente rigida del governo di Budapest a dispetto delle critiche spesso lanciate da Bruxelles.

La rete di Soros

Secondo Orban ad avere avuto un ruolo in tutto questo sarebbe il miliardario ungaro-americano George Soros con la sua fitta rete di ong:

"La rete di Soros sta raggiungendo l'obiettivo di voler trasformare l'Europa in un Paese a cultura mista, forse eliminando gli stati nazionali. Continueranno ad andare avanti con il loro piano ed utilizzeranno tutti i mezzi a disposizione", ha avvertito il premier ungherese.
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