19:39 30 Marzo 2020
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La prostituzione in Cina è punita con la detenzione in centri di rieducazione dove le donne svolgevano lavori come la costruzione di giocattoli e utensili per la casa. Da oggi sarà abolito questo sistema punitivo.

In Cina la prostituzione non sarà più punita con i lavori forzati. Lo riferisce la BBC.

Chiuderanno le strutture detentive per le prostitute e i loro clienti, per cui la legge prevedeva una reclusione sino a due anni nei cosiddetti "centri di rieducazione" e lo svolgimento obbligatorio di lavori, quali, probabilmente, fabbricazione di giocattoli e articoli per la casa. 

Le porte dei centri di rieducazione chiuderanno oggi 29 dicembre e le persone detenute saranno rilasciate. L'abolizione della pena detentiva nei centri e del lavoro forzato non renderanno legale la prostituzione, che resta un reato punibile con una l'arresto sino a 15 giorni e un'ammenda sino a 5.000 yuan, poco più di 600 euro. 

Il sistema detentivo per le prostitute

Il sistema di rieducazione è stato introdotto più di venti anni fa. Secondo i media cinesi il sistema di "custodia ed educazione" ha aiutato il paese a ritrovare "una buona atmosfera sociale" e ha migliorato l'ordine pubblico. Tuttavia sarebbe in decadenza da qualche anno, perché non aiuterebbe le donne a uscire del tutto dal giro della prostituzione. 

Su questo fronte è molto impegnata la ong Asia Catalyst, un'organizzazione di promozione dei diritti umani che opera in alcuni paesi asiatici come Cina, Myanmar, Thailandia con base negli Stati Uniti. Negli scorsi anni (2013) la ong aveva effettuato un'indagine, intervistando un campione di 30 prostitute in due città della Cina.

L'esito dell'inchiesta aveva messo in evidenza come tutte le donne intervistate, erano tornate immediatamente nei giri di prostituzione una volta finita la rieducazione. 

Il direttore di Asia Catalyst, Shen Tingting, ha dichiarato che questo è ancora solo un piccolo passo nella direzione della salvaguardia dei diritti delle prostitute, lamentando il fine proibitivo della legge, ovvero la criminalizzazione della prostituzione che secondo l'ong evidentemente andrebbe liberalizzata.

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Carcere, prostituzione, Cina
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