17:05 28 Marzo 2020
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Israele è costantemente impegnato in operazioni di sabotaggio presso le strutture di arricchimento dell'uranio dell'Iran, che viene sospettato di essere sul punto di dotarsi della bomba atomica.

Il capo del Mossad, Yossi Cohen, ha riferito in conferenza stampa che la Repubblica Islamica d'Iran continua a rimanere in cima alla lista delle "priorità del lavoro" per l'agenzia di intelligenze israeliana.

Il funzionario ha poi aggiunto che "tutte le attività nucleari, con i missili a lungo raggio e di precisione" rappresentano una "sfida per la sicurezza" dello stato ebraico.

Le affermazioni di Cohen arrivano a pochi giorni di distanza da quelle del capo di stato maggiore del Paese, Aviv Kochavi, che non ha escluso un'ulteriore escalation delle tensioni con Teheran.

"C'è una possibilità che dovremo affrontare un conflitto su scala ristretta con l'Iran e ci stiamo preparando. Non permetteremo all'Iran di trincerarsi in Siria o in Iraq", ha spiegato Kohavi.

Le accuse di Tel Aviv a Teheran

Lo stato di Israele ha ripetutamente lanciato accuse nei confronti dell'Iran di volersi dotare di armamento atomico e ha iniziato ad organizzare operazioni di sabotaggio.

Particolarmente attivo sul fronte anti-iraniano anche il premier del Paese, Benjamin Netanyahu, che nel corso dei discorsi all'ONU del 2012 e del 2018 ha insinuato che Teheran stesse conducendo dei programmi segreti per arrivare ad avere la bomba atomica.

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