15:34 29 Novembre 2020
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Huawei rimane nella lista nera di Washington poiché quest'ultimo ha limitato l'accesso del gigante della tecnologia cinese all'acquisto di hardware americano, sollecitando anche tutti i suoi alleati a escludere l'azienda dai rispettivi piani delle reti 5G.

Choichi Tosaka, Ceo della società di componentistica elettronica giapponese Taiyo Yuden, in un'intervista con il sito web Gizchina.com, ha previsto che nel 2020 Huawei potrebbe vendere in Cina 100 milioni di smartphone 5G.

La previsione giunge dopo che lo scorso mese il rotating chairman di Huawei, Guo Ping, ha sollecitato le aziende a costruire partnership con il colosso cinese delle telecomunicazioni per sviluppare applicazioni tecnologiche 5G, insistendo sul fatto che chi parteciperà “sarà un grande vincitore”.

“Questo è un enorme mercato per un valore di trilioni di dollari USA. I più grandi vincitori saranno i nostri partner”, ha dichiarato Guo parlando alla Cnbc.

Il suo commento è giunto durante la conferenza Web Summit di Lisbona, in cui il Ceo di Huawei ha parlato della diffusione delle nuove reti commerciali di quinta generazione superveloci, che consentiranno la trasmissione di grandi quantità di dati.

Guo ha affermato che l’implementazione del 5G procede “più rapidamente del previsto” e che “prevediamo entro la fine dell’anno di avere 60 reti commerciali 5G”.

La crociata degli USA contro Huawei

Huawei al momento è tra i più importanti fornitori di apparecchiature 5G e, secondo quanto viene riferito, ha siglato oltre 50 contratti commerciali 5G in tutto il mondo, nonostante sia stata esclusa da alcuni dei principali mercati mondiali, tra cui il Giappone e l’Australia, a seguito della repressione commerciale da parte degli Stati Uniti.

Huawei è nella lista nera del Dipartimento del commercio degli USA, che ha limitato l’acquisto di hardware statunitense alla società cinese e ha “invitato” i suoi alleati ad escludere Huawei dai rispettivi piani di implementazione della rete 5G.

Tuttavia, il colosso della tecnologia cinese ha già fornito il sorgente dei suoi software al Regno Unito, al Canada e alla Germania, i quali prevedono di usare i componenti Huawei nelle loro reti Internet 5G ad alta velocità.

Lo scorso settembre, il fondatore e Ceo dell’azienda Ren Zhengfei, ha annunciato che Huawei aveva avviato la produzione di stazioni 5G – le torri per le comunicazioni wireless tra dispositivi mobili – senza l’uso di parti fabbricate negli Stati Uniti.

Washington ha più volte accusato Huawei di collaborare con il governo cinese conducendo attività di spionaggio negli Stati Uniti, accuse che la società e Pechino hanno sempre fortemente respinto.

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