08:42 04 Luglio 2020
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Nel 2010 un team di ricercatori dell'università di Valladolid, co-guidato da María Eugenia Sansaturio, aveva messo in guardia della minaccia che l'asteroide 101955 Bennu rappresenta per il nostro pianeta: da allora il corpo celeste è stato attentamente monitorato dagli astronomi.

Gli appassionati del canale su YouTube Destiny hanno recentemente spiegato perché il famigerato asteroide 1999 RQ36, noto anche come 101955 Bennu in onore dell'antico uccello mitologico egiziano legato al Sole, è così attentamente monitorato e ampiamente temuto.

Il corpo roccioso è attualmente elencato nel programma Sentry della Nasa per l'analisi degli oggetti a rischio di impatto con la Terra come il secondo più alto col punteggio cumulativo sulla scala di rischio di impatto, concludendo che potrebbe colpire la Terra nell'ultimo quarto del 22° secolo.

"Se Bennu entra nel "buco della serratura" tra la Terra e la Luna, è possibile che la sua orbita possa spostarsi, quindi potrebbe colpire la Terra", hanno spiegato gli osservatori sul canale YouTube Destiny.

Il meteorite, con un diametro di 490 metri e con un'altezza simile all'Empire State Building di New York, pesa 60 milioni di tonnellate, orbita attorno al Sole ogni 1,2 anni e si avvicina al nostro pianeta ogni 6. Vagando nello spazio con una velocità orbitale media di circa 100.000 km/h, la distanza dell'asteroide dalla Terra varia durante ciascuno di questi avvicinamenti.

L'asteroide 101955 Bennu
© NASA .
L'asteroide 101955 Bennu

Dieci anni fa, i ricercatori dell'Università di Valladolid, co-guidati da María Eugenia Sansaturio, avevano avvertito che avrebbe potuto colpire il nostro pianeta nell'ultimo quarto del 22° secolo con una probabilità di impatto di 0.00092%, ovvero 1 probabilità su 1000, abbastanza alta in termini astronomici. Sebbene ora le probabilità siano leggermente diminuite, la Nasa sostiene che la probabilità di impatto di 101955 Bennu nel 2196 restano dello 0,000094%, ma una collisione potrebbe già avvenire nel 2175 o successivamente.

Per minimizzare i rischi, la Nasa ha inviato il veicolo spaziale OSIRIS-REx per studiare il meteorite nel 2016. Sulla base dei dati registrati dalla missione, che ritornerà sulla Terra entro il 2023, gli esperti prevedono di sviluppare un programma protettivo contro gli asteroidi.

Bennu è stato scoperto nel 1999 e secondo la Nasa avrebbe più di 4,5 miliardi di anni.

Tags:
Astronomia, Scienza e Tecnica, Spazio, asteroide
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