19:47 07 Aprile 2020
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Idlib, contro la quale la scorsa settimana il legittimo governo siriano ha cominciato una nuova offensiva, resta la maggiore roccaforte nelle mani dei terroristi.

I miliziani siriani che sono in controllo della città siriana di Maarat al-Numan, nella provincia di Idlib, hanno risposto con un rifiuto alla proposta del governo siriano di Bashar al-Assad di abbandonare la zona in modo pacifico.

A riferirlo è Omar Rahmon, membro del Comitato di riconciliazione nazionale impegnato nelle trattative per la normalizzazione della situazione a Idlib.

"I gruppi terroristi attivi a Maarat al-Numan hanno rifiutato di avviare un processo di riconciliazione a dispetto della forte volontà della popolazione civile", sono state le parole di Rahmon.

Stando alle parole del diplomatico siriano, i miliziani spererebbero ancora nell'intervento della Turchia e di potersi avvantaggiare con delle condizioni meteo non ottimali.

"In virtù della virtuale impossibilità di siglare una tregua, gli scontri continueranno finché Maarat al-Numan non sarà tornata sotto il controllo di Damasco", ha concluso Rahmon.
© AFP 2020 / Omar Haj Kadour
Case distrutte a Idlib, Siria

Recentemente il membro del Comitato di riconciliazione nazionale aveva dichiarato che le autorità siriane stavano negoziando per giungere ad un accordo sulla resa della città ma che le possibilità di una fumata bianca erano risicate.

La roccaforte di Idlib

Idlib, contro la quale la scorsa settimana il legittimo governo siriano ha cominciato una nuova offensiva, resta la maggiore roccaforte nelle mani dei terroristi.

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, si stima infatti che vi si trovino circa 10mila jihadisti appartenenti a differenti fazioni.

A novembre il presidente Assad aveva annunciato la volontà di liberare completamente la provincia di Idlib dalla minaccia dei miliziani con un'operazione lampo, pur avendo tutta l'intenzione di dare ai civili la possibilità di mettersi in salvo.

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