20:14 07 Aprile 2020
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Nell'Etiopia settentrionale gli archeologi hanno scoperto un’intera antica città sepolta che faceva parte del potente Regno di Axum, che rivaleggiò con l’Impero Romano.

Il Regno di Axum fu uno straordinario regno commerciale che si sviluppò a partire dal IV secolo a.C. e che crebbe sfruttando l’ottimale posizone strategica sul Mar Rosso fino a divenire, nei primi secoli della nostra Era, un vero e proprio impero capace di rivaleggiare con Roma, Persia e Cina. Al tempo del suo massimo splendore, intorno alla metà del terzo secolo d.C., quando il Re Ezana si convertì al Cristianesimo, i suoi territori comprendevano quelle che oggi sono l’Etiopia, l’Eritrea, il Sudan settentrionale, Egitto meridionale, Gibuti, parte della Somalia e persino Yemen e parte dell’Arabia Saudita. Arrivò quindi a controllare lo Stretto di Bab el-Mandeb (tra Yemen e Gibuti) e sfruttò a pieno la linea commerciale marittima che collegava il mondo Mediterraneo con l’Oceano Indiano e le grandi potenze orientali.

Axum batteva moneta propria, come pure aveva propria lingua, scrittura, cultura. Adottò il Cristianesimo come religione di Stato, terza, dopo Impero Romano e Armenia.

​"Questa è una delle più importanti civiltà antiche, ma la gente non lo sa", queste le parole del primo autore dell'articolo recentemente apparso su tutte le riviste scientifiche, Michael Harrower, della Johns Hopkins University di Baltimora. “Dopo Egitto e Sudan, questo è la civiltà più antica e complessa mai apparsa in Africa", ha aggiunto.

Gli archeologi di Stati Uniti, Etiopia, Germania, Gran Bretagna, Canada e Libano avevano iniziato gli scavi nel nord dell'Etiopia, nella regione di Yehi, nel 2009. La gente del posto aveva sempre affermato che nelle profondità della terra fossero nascosti antichi resti, alcuni dei quali erano già stati in parte rinvenuti negli anni ’70 per poi dover essere interrotti per via delle crisi e guerre succedute.

Successivi scavi nel 2011, 2012, 2015 e poi 2016, avevano rivelato frammenti di edifici in pietra a profondità di oltre tre metri dalla superficie. Il più antico datato VIII secolo a.C. I ricercatori hanno chiamato la città Beta Samati, che significa "casa del pubblico" nella lingua Tigrinya locale.

I primi oggetti testimoniano le credenze politeiste degli abitanti di Beta Samati, che furono fortemente influenzate dalle tradizioni del regno di Saba, situato nell'attuale Yemen. Tuttavia, dopo il IV secolo prevalse il simbolismo cristiano.

Infine gli scienziati hanno fatto la scoperta più importante – una vera e propria basilica del IV secolo d.C. Tra i reperti minori gli archeologi hanno rinvenuto anche un anello in stile romano fatto di una lega di rame rivestita con foglia d'oro, con una pietra corniola rossa con l’incisione di una testa di toro della testa di un toro.

​Secondo gli studiosi, Beta Samati era un vivace centro commerciale e religioso situato tra la capitale - la città di Axum - e il Mar Rosso. Qui veniva scambiato il meglio dei due mondi di allora, come testimoniano i ritrovamenti di anfore mediterranee e i preziosi orientali.

La datazione al radiocarbonio degli oggetti trovati va dal 771 a.C. al 645 d.C. Ciò significa che la città fu probabilmente abitata durante l'intero periodo dell'esistenza dell'impero axumita - 1400 anni, e i primi oggetti risalgono al cosiddetto periodo "pre-axumiano".

Proprio questa, secondo gli autori, sarebbe la principale scoperta, che confuta l'opinione che prima dell'avvento della civiltà aksumita, gli antichi insediamenti fossero caduti in rovina. Ora appare invece chiaro che il regno di Aksum fu in realtà un diretto successore di entità statali precedenti e ancora più antiche.

"Il nostro lavoro mostra che Beta Samati era un grande insediamento densamente popolato situato a 6,5 ​​chilometri a nord-est di Yehi, il centro del potere politico del primo Stato (pre-Aksum) complesso dell'Africa sub-sahariana", scrivono gli autori nell'articolo.

Stele di Axum e chiese rupestri di Lalibela

Il patrimonio storico archeologico lasicato all’Etiopia dalla cultura Axum è decisamente considerevole – basti ricordare la famosa Stele di Axum portata a Roma durante il periodo fascista e restituita tra le polemiche nel 2008 e le famose chiese rupestri di Lalibela. La prima datata presumibilmente intorno ai primi anni della nostra Era e testimoniante un’usanza ancora più antica del periodo per-Axum (alcuni ritengono che tale pratica di segnalare le tombe degli alti dignitari con tali steli fosse in uso già mille anni prima), le seconde molto più tarde (XII / XIV sec. d.C.) ma a testimonianza di quella cristianità abbracciata già dagli Axum nel III sec. d.C.

Questa nuova scoperta potrebbe riaccende i riflettori su di un’antica civiltà poco nota ma che durò almeno quanto l’Impero Romano e commerciò con tutti i grandi regni dell’antichità.

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