08:59 10 Aprile 2020
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A rendere davvero unico lo Shkval è il suo sistema di navigazione, unico al mondo, basato sul processo della supercavitazione.

Il siluro VA-111 Shkval potrebbe essere una delle maggiori preoccupazioni per le forze armate americane, in caso di conflitto con la Russia.

A sostenerlo è la rivista specializzata National Interest, che mette in evidenza come, ad oggi, gli Stati Uniti non abbiano alcuna contromisura da opporre a questo portento della tecnica bellica.

Ma cosa rende lo Shkval così speciale e, soprattutto, letale tra i vari sistemi di armamento in dotazione all'esercito russo, tanto da renderlo uno dei più temibili per il Pentagono?

Lo Shkval, come riporta NI, è "una delle armi sottomarine più innovative mai create dall'Unione Sovietica". Figlio di un progetto segreto nato durante gli ultimi anni della Guerra Fredda, lo Shkval divenne di dominio pubblico solo verso la metà degli anni Novanta.

L'arma definitiva per il combattimento sottomarino?

La sua potenza risiede in misura maggiore nelle alte velocità che questo torpedo è tranquillamente in grado raggiungere i 370 km/h grazie al fenomeno della supercavitazione, una tecnica che permette di utilizzare gli effetti dell'ordinaria cavitazione per creare una bolla di gas all'interno di un liquido, permettendo ad un oggetto di viaggiare ad altissima velocità all'interno del liquido stesso, rimanendo però completamente avvolto dalla bolla di gas.

Sostanzialmente, al contrario degli altri siluri che invece utilizzano delle eliche o un idrogetto, lo Shkval crea una bolla che è in grado di ridurre in maniera drastica la sua resistenza, permettendogli di elevarsi sino a velocità altrimenti impossibili da ottenere con delle normali tecniche di navigazione.

Al momento del suo lancio, il siluro invia una parte dei gas che fuoriescono dai suoi ugelli di scarico in direzione del suo muso, attivando così la supercavitazione.

Tutti questi fattori, rendono lo Shkval un arma decisamente superiore a tutti i suoi equivalenti, specialmente in considerazione del fatto che oggi è possibile equipaggiarli di moderni sistemi di guida che rendono le manovre di evasione del nemico pressoché inutili.

Punti deboli

Sebbene si tratti di un vero prodigio, anche lo Shkval presenta qualche piccola debolezza sebbene, come vedremo, esse non vanno ad inficiare in modo significativo sull'efficacia dell'arma.

La primo, senza dubbio, è rappresentata dal fatto che il motore a razzo del quale è dotato e che rende possibile la supercavitazione generi molto rumore.

Per questo motivo, come spiega NI, "qualunque sottomarino che lanci un siluro supercavitazionale, segnalerà immediatamente al nemico la sua posizione approssimativa".

Un fatto che, tuttavia, pregiudica di poco l'efficacia di un arma così veloce da lasciare difficilmente scampo al proprio bersaglio, concedendogli difficilmente il tempo e la possibilità di contrattaccare.

Il secondo e, forse, più evidente difetto, congenito però soltanto nei siluri di prima generazione, consiste invece nell'impossibilità di dotare lo Shkval di un sistema di guida sonar, dal momento che esso sarebbe di fatto mandato in tilt dal rumore prodotto dal siluro stesso.

Ad oggi, tuttavia, anche questo secondo tallone d'Achille è stato parzialmente eliminato con la realizzazione di nuovi modelli di Shkval che presentano un metodo di navigazione ibrido, avendo la possibilità di effettuare uno sprint iniziale sfruttando la supercavitazione per portarsi nei pressi del bersaglio, prima di rallentare e colpire con precisione chirurgica il bersaglio

E gli USA?

Fino ad oggi, spiega NI, gli USA non sono riusciti a realizzare un modello di siluro supercavitazionale affidabile, sebbene i lavori in tal senso siano cominciati oltre 20 anni fa, nel 1997.

Pertanto, sebbene il Pentagono abbia avviato un progetto di ammodernamento del sottomarino Mark 48, è possibile affermare che la Russia detenga il primato assoluto nei sistemi d'arma per la guerra sottomarina.

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