01:45 08 Aprile 2020
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Dall’Università delle Scienze e Tecnologie Russa arriva l’annuncio dello sviluppo di una nuova generazione di leghe extra dure che verranno utilizzate per la creazione di attrezzature per l'estrazione mineraria nelle condizioni estreme dell’artico russo.

Evgenij Levashov, professore all'Università Nazionale Russa di Scienza e Tecnologia di Mosca, spiega così i risultati ottenuti dal progetto che dirige:

"Si tratta di una tecnologia per la produzione di una nuova generazione di leghe dure a grana grossa con una struttura particolarmente omogenea con granuli di carburo di tungsteno arrotondati e un legante di cobalto nanomodificato".

Le nuove leghe sono state create come parte del programma statale per lo sviluppo della regione artica e raddoppieranno la forza e la durata delle attrezzature minerarie, affermano gli esperti.

I primi test industriali della nuova lega sono già stati condotti a fine novembre in una miniera nella regione russa di Kemerovo, dove una trivellatrice ha lavorato oltre 700 metri cubi di roccia a una profondità di 250 metri.

Gli sviluppatori confidano che il nuovo materiale potrà aumentare in maniera significativa l'efficienza dell'estrazione mineraria nella regione artica e assicurano che i risultati dei primi test sono stati esaltanti.

Materiali superduri

Il materiale naturale più duro in natura è il diamante, usato tradizionalmente in moltissime applicazioni industriali e tecnologiche per le sue proprietà uniche. Questo straordinario materiale ha tuttavia due difetti – non è resistente all’ossidazione alle alte temperature ed è reattivo al contatto con i metalli ferrosi. In vari settori industriali quali elettronica, elettrochimica, lavorazione metalli duri e industria mineraria si è sviluppata quindi la necessità di creare materiali altrettanto duri ma termicamente e chimicamente più stabili del diamante.

Sono tre le metodologie generalmente utilizzate per la creazione di materiali superduri – l’utilizzo di materiali intrinsecamente superduri come il diamante, l’indurimento di altri materiali attraverso il bombardamento ionico e l’utilizzo di rivestimenti nanostrutturati come i super-reticoli e i nanocomposti. E’ a questa terza tecnologia di produzione che si ispira questa nuova generazione di superleghe voluta dal progetto statale diretto da Levashov. Il nuovo materiale generato, il cui nome di battesimo non è stato ancora reso noto, contiene componenti strutturali con granulometrie molto diverse tra loro e, sebbene tutti i particolari della tecnologia utilizzata non siano ancora stati rivelati, gli sviluppatori si sono detti fiduciosi di aver raggiunto un significativo progresso.

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