20:25 07 Aprile 2020
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Lev Dengov, capo del Gruppo di contatto russo per la Libia, ha spiegato in un'intervista rilasciata a Sputnik come Mosca vede la situazione in questo Paese nordafricano.

Lev Dengov, capo del Gruppo di contatto russo per la Libia, ha spiegato in un'intervista rilasciata a Sputnik come Mosca vede la situazione in questo Paese nordafricano in generale e le battaglie per Tripoli in particolare, se sia possibile attendere in Russia le visite dei leader delle parti avverse, cosa pensi Mosca del ruolo della Turchia nella risoluzione del conflitto in Libia e chi dovrebbe parteciparvi in generale.

- Cosa sta succedendo attualmente in prima linea in Libia?

- Negli ultimi tre giorni Haftar è diventato molto più attivo. La settimana scorsa ha avvertito le brigate di Misurata di lasciare immediatamente Tripoli, altrimenti avrebbe iniziato a bombardare Misurata. Haftar capisce che Misurata oggi è un punto di riferimento importante nella Libia occidentale. Ma passano tre giorni, e lui ripete che ne concede altri tre. Quindi, dire che andrà avanti come promesso, non sembra valerne la pena.

Alla vigilia dei negoziati con i presidenti di Russia e Turchia, penso che Haftar sia ora molto interessato a mostrare un qualche risultato di modo da presentarsi come una figura di una certa rilevanza. Se non mantiene le sue promesse e se le sue parole non sono supportate da fatti e azioni, non è di alcun interesse.

Pertanto, è stata avviata una vera e propria offensiva che finora non ha portato ad alcun risultato concreto. Sono i militari a poterne commentare i dettagli. In generale, però, la situazione è tale che le affermazioni di Haftar non sono supportate da alcun risultato concreto.

Sono in contatto con entrambe le parti. Haftar dice che lui e i suoi si sono attivati, Tripoli dice che sta cercando di andare avanti, ma Haftar non sta facendo alcun progresso serio.

- Haftar dice di voler recarsi in visita in Russia?

- La comunicazione diretta con Haftar avviene attraverso il Ministero della Difesa. Gli incontri di solito non sono pubblici, le informazioni sulle sue visite non vengono rese note.

- La Turchia ha ratificato l'accordo sull'assistenza militare alla Libia. Qual è la posizione del Gruppo di contatto russo in merito?

- Non è un segreto che la Turchia sia entrata da tempo nel processo di risoluzione della questione libica, ma nessuno lo ha dichiarato apertamente. Solo il nostro Presidente può dare giudizi su cosa ne pensiamo della partecipazione della Turchia.  Pertanto, è meglio aspettare i negoziati tra i presidenti di Russia e Turchia.

La Turchia è un attore che dovrà essere sicuramente preso in considerazione nella risoluzione della questione libica. È incoraggiante che la Turchia abbia mostrato il proprio desiderio di comunicare direttamente con la Russia in merito. Questo suggerisce che la cartina della Libia è ora nelle mani di un piccolo numero di attori stranieri, i cui leader sono la Russia e la Turchia. Sulla base dell'esperienza positiva dei leader di Russia e Turchia nei negoziati sulla Siria e della loro capacità di sciogliere tali nodi, penso che questa esperienza possa essere perfettamente replicata in Libia.

- Gli esperti stanno già tracciando un parallelo tra la risoluzione della questione libica e di quella siriana, parlano di scenari speculari in Libia...

- La Russia è da tempo coinvolta nella risoluzione del conflitto in Libia. Un grande lavoro è stato svolto dal Ministero degli Esteri, un gruppo di contatto guidato dal capo della Repubblica cecena e dai deputati della Duma di Stato. Ci siamo incontrati con vari rappresentanti e gruppi per analizzare la situazione e capire con chi possiamo lavorare, dato che oggi in Libia non esiste un'autorità legittima. Sebbene esistano, gli accordi di Skhirat sono obsoleti e la loro efficacia è già scaduta. Per non commettere errori, abbiamo analizzato con chi possiamo lavorare. Abbiamo concluso che continueremo a dialogare con tutte le parti in conflitto per riconciliarle.

Inoltre, a mio parere, la Russia può essere un'eccellente piattaforma per la risoluzione dei conflitti. Haftar e Sarraj si sono incontrati a Dubai, Parigi, Tunisi, Skhirat e Palermo. Ma gli organizzatori di quegli incontri non avevano l'autorità adeguata affinché le parti in conflitto in Libia potessero attuare gli accordi raggiunti dopo l'incontro. Ci si è allontanati e tutto è proseguito come prima. Oggi la Russia dispone di leve con le quali possiamo garantire che le parti attuino gli accordi raggiunti. Vediamo cosa succederà alla conferenza organizzata dalla signora Merkel.

- Quindi ora si sta lavorando per organizzare un incontro tra Haftar e Sarraj in Russia?

- No. Oggi Haftar è in guerra contro Sarrage. Ci sono sempre delle sfumature da tenere in considerazioni. Ci sono state violazioni e inadempienze da entrambe le parti.

- Allora qual è il ruolo di mediazione della Russia?

- Questo è esattamente il risultato dei negoziati tra i presidenti di Russia e Turchia. Erdogan ha chiamato due volte il presidente russo per la Libia. Anche Merkel e Macron hanno chiamato. Tutto questo fa pensare che tutti stiano aspettando la decisione della Russia.

La situazione sarà risolta solo con un incontro o una conferenza di alto livello in cui la Russia sarà l'anello di congiunzione principale. La Russia ha l'autorità e la forza per aiutare Haftar e Sarraj a negoziare e, soprattutto, ad attuare gli accordi.

Ma è sufficiente che partecipino solo loro due. Sono necessari più attori, sia esterni che interni. Tra gli esterni nominerei certamente la Russia, la Turchia, l'Egitto, la Francia, l'Italia e ora anche la Germania.

- E Washington?

- Gli Stati Uniti ne sono lontani. Stanno cercando, come sempre, di controllarla da lontano e ora rimangono in attesa. Osservano i prossimi passi e poi vorrebbero mettere la parola fine, che è quello che hanno cercato di fare in Siria, ma senza successo. Penso che la Russia abbia avuto molto successo in Libia perché comunicano noi i rappresentanti di entrambi le parti in conflitto, quindi si è creata una certa fiducia. Quindi, penso che gli Stati Uniti non ce la faranno ad arrivare e a prendersi tutti i meriti. Sono lontani dalla realtà libica di oggi.

- In ottobre, Russia e Libia hanno pianificato la sottoscrizione di un memorandum d'intesa per la fornitura di 1 milione di tonnellate di grano. Com’è andata?

- Il memorandum è stato firmato. Le tre maggiori aziende statali russe hanno partecipato a questi negoziati. Ora stanno lavorando direttamente sui dettagli del contratto. Il prezzo è stato fissato, l'attrezzatura è in lavorazione. Penso che prima del nuovo anno il contratto stesso sarà firmato e le consegne di grano russo in Libia inizieranno l'anno prossimo.

Dopo la sottoscrizione del contratto ci sarà un incontro tra rappresentanti dei ministeri dell'agricoltura. Il capo del Governo di accordo nazionale (GNA) è interessato al formato intergovernativo.

© Sputnik .
- In quali altri settori si sta sviluppando la collaborazione tra la Russia e il GNA libico?

- Ci sono varie idee, ma finora in fase di disamina. Non si può che essere contenti del fatto che Tatneft abbia ripreso la sua attività in Libia circa due settimane fa.

La Libia deve ripristinare la rete elettrica. Si tratta di un progetto piuttosto serio su cui continueremo a lavorare.

In condizioni di guerra tutto è più difficile. Stiamo puntando sul soddisfacimento delle esigenze più importanti.

A proposito, le forniture di grano russo prima passavano attraverso la Turchia, ora saranno dirette.

- Qual è la situazione umanitaria in Libia oggi? Si richiedono aiuti umanitari alla Russia?

- La situazione umanitaria è molto grave. Le tribù del Sud sono particolarmente colpite. Vi sono enormi spese da sostenere per il trasporto di acqua e prodotti petroliferi. Da Tripoli alla città di Aubari, il costo di un litro di benzina passa da 10 centesimi a 4 dollari.

A livello medico e farmacologico la situazione è disastrosa.

La Libia ci chiede continuamente aiuto. Ma tutto si basa su una burocrazia che va rispettata. E purtroppo è insufficiente il grado di comprensione tra le parti in Libia stessa su questo tema.

Il processo avanza a rilento. Stiamo lavorando a stretto contatto con loro e siamo pronti a fornire assistenza umanitaria.

Tags:
Russia, Libia, crisi in Libia
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