09:58 03 Aprile 2020
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La Russia è in corsa per l'organizzazione dei Giochi olimpici estivi del 2032 e la decisione della WADA rischia di mettere a repentaglio tale progetto.

Le conseguenze della recente sentenza dell'Agenzia anti-doping internazionale, la WADA, che prevede l'estromissione degli atleti russi da tutte le competizioni per 4 anni, rischiano di ripercuotersi anche sugli interessi del Comitato olimpico russo, che è in corsa per l'organizzazione dei Giochi estivi del 2032.

A riferirlo è il presidente del Comitato, Stanislav Pozdnyakov:

"Siamo categoricamente contrari alle misure restrittive approvate dalla WADA contro gli atleti russi puliti [...] Le conseguenze di  tali raccomandazioni si ripercuotono direttamente sugli interessi del Comitato Olimpico russo con delle restrizioni per i membri del comitato esecutivo e per la corsa all'organizzazione delle Olimpiadi del 2032", ha spiegato Pozdnyakov.

Il presidente del Comitato olimpico ha poi voluto sottolineare che le autorità dello sport russo sono impegnate nel fornire il maggior supporto e "le migliori condizioni possibili agli atleti per la loro preparazione a Tokyo 2020".

La sentenza WADA

Lo scorso 9 di dicembre la WADA, l'Agenzia anti-doping internazionale ha votato all'unanimità per l'esclusione degli atleti russi da tutti i maggiori eventi sportivi i quali, se vorranno partecipare, saranno costretti a farlo sotto bandiera neutrale.

La decisione è stata motivata dal fatto che la Russia avrebbe tentato di coprire i risultati positivi ai test dei propri atleti.

Mosca, dal canto suo, ha criticato la decisione della WADA, denunciando delle manipolazioni dei test di laboratorio nel biennio 2018-19.

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