16:19 28 Marzo 2020
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Lavrov ha sottolineato che la commissione WADA è formata in prevalenza da membri dell'Alleanza Atlantica.

La persecuzione della Russia da parte dell'Agenzia internazionale anti-doping, la WADA, è motivata da ragioni politiche, in quanto quest'ultima risulta di fatto nelle mani di Paesi membri dell'Alleanza Atlantica che sono pronti a non farsi sfuggire l'occasione per mettere i bastoni tra le ruote a Mosca.

Ad affermarlo è il ministro degli Esteri Lavrov, che in un'intervista ha commentato la recente decisione della WADA di squalificare gli atleti russi dalle competizioni per 4 anni.

"Quando la lotta al doping è utilizzata per contenere la Russia in tutti modi e in tutti i sensi, è probabilmente possibile affermare che le azioni prese (dalla WADA, ndr) siano politicizzate", sono state le parole di Lavrov.

Il ministro ha poi sottolineato come le decisioni all'interno della WADA vengano prese da "11 membri della NATO".

La decisione della WADA

Recentemente il Comitato esecutivo della WADA ha reso nota la decisione di escludere tutti gli atleti russi dalla partecipazione ai Giochi Olimpici per quattro anni e ai Campionati del mondo delle varie discipline.

Tutti gli atleti olimpici e paralimpici che vorranno prendere parte a tali manifestazioni, potranno farlo solo mantenendo uno status neutrale, quindi disputandoli senza indossare i colori della Federazione Russa.

Inoltre, per quattro anni la Russia è stata estromessa dalla corsa all'organizzazione di qualsivoglia torneo sportivo internazionale.

Per quanto riguarda i Campionati del mondo di calcio che si terranno in Qatar nel 2022, la nazionale di calcio russa potrà di prendere parte ai gironi di qualificazione per il Campionato del mondo di calcio del 2022 in Qatar, poiché la sentenza della WADA interessa soltanto la fase finale del torneo, alla quale invece gli atleti di Mosca saranno costretti a partecipare sotto bandiera neutrale.

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