15:42 25 Ottobre 2020
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La Allseas, questo il nome dell'azienda, aveva già interrotto i lavori a poche ore dall'introduzione delle sanzioni americane sul gasdotto.

A due giorni dall'introduzione delle sanzioni contro il progetto Nord Stream 2 da parte di Washington, la società svizzera Allseas, proprietaria della più grande nave per la costruzione di gasdotti marini, ha ritirato le proprie navi dalla zona di costruzione nel mar Baltico.

A riportarlo è Bloomberg che, citando un rappresentante della compagnia, ha spiegato che la flottiglia di Allseas impegnata fino ad oggi sul Nord Stream "sarà sciolta".

Allseas si è rifiutata di commentare ulteriormente la situazione relativa alla sospensione dei lavori di costruzione, spiega ancora l'agenzia.

La risposta di Berna

Sul tema è però intervenuto il governo svizzero, con il ministro degli Esteri che ha dichiarato ai media russi di condannare le sanzioni extraterritoriali imposte dagli Stati Uniti, pur riconoscendo l'impossibilità di impedirle.

Il portavoce del dicastero, Tilman Renz, ha sottolineato che Berna è in contatto con le aziende coinvolte, sebbene "stia a loro di decidere come reagire alle sanzioni americane".

La sospensione dei lavori

Il 21 dicembre, la svizzera Allseas, impegnata nella joint venture di Gazprom nella costruzione del Nord Stream 2 ha dichiarato di avere sospeso i lavori sul gasdotto per paura delle sanzioni americane.

Tali misure restrittive fanno parte di un pacchetto di spesa per la Difesa USA, approvato dal presidente Donald Trump per l'anno fiscale 2020.

L'Unione europea, Berlino in testa, e ovviamente Mosca hanno fortemente criticato le sanzioni di Washington contro il Nord Stream 2.

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