21:26 15 Luglio 2020
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La prima centrale nucleare galleggiante della Russia è entrata in funzione giovedì fornendo elettricità dal largo della costa artica a tutta l’estrema penisola dell’estremo nord-est della Russia sostituendo vecchie centrali a carbone obsolete.

La Akademik Lomonosov è costata oltre 200 milioni di euro e 10 anni per essere costruita e per essere posizionata ha dovuto percorrere oltre 5mila km nell’Oceano artico. Ma ora, con la sua capacità di generare circa 70 megawatt, può alimentare una città di 100.000 persone in una regione, la Chukotka, con una popolazione di soli 50mila.

La rivista Forbes dedica un esaustivo servizio all'evento affermando che questa si pensa possa diventare la tendenza per il futuro in Russia – dotare le regioni estreme della Federazione di piccole centrali nucleari galleggianti che permettano di portare l’energia in luoghi remoti senza dover creare reti di infrastrutture complesse sul continente, senza l’utilizzo di combustibili fossili e, sopratutto, senza inquinare regioni dagli equilibri ecologici particolarmente delicati come le regioni artiche.

La nuova centrale sostituirà una centrale a carbone e la centrale nucleare tecnologicamente obsoleta di Bilibino, costruita nel 1974 con una capacità di 48 megawatt. La chiatta nucleare verrà poi collegata alla città di Pevek al fine di fornire calore. La temperatura media a Pevek è di – 24 °C in inverno, con punte che possono arrivare anche a -50° C (in questi giorni -30°).

La Russia spera che la centrale elettrica e tutto lo sviluppo e la manutenzione delle infrastrutture che la circondano creino le condizioni per accelerare lo sviluppo socioeconomico della Chukotka e che possa diventare uno degli elementi infrastrutturali chiave negli obiettivi di sviluppo della rotta attraverso l’Oceano artico.

"Il compito per il prossimo anno è completare la messa in servizio della struttura per alimentare le operazioni commerciali", ha dichiarato Andrei Petrov, direttore generale della società armatrice, in un comunicato stampa.

La costruzione della chiatta Akademik Lomonosov è iniziata nel 2008 presso il cantiere navale baltico russo, dove è stata costruita dalla controllata Rosatom OKBM Afrikantov, una società di ingegneria nucleare. È costituita da due reattori nucleari KLT-40S per fissione, in tutto simili a quelli utilizzati dalle rompighiaccio russe a propulsione nucleare.

Poiché l'energia in Chukotka è sovvenzionata dallo Stato, il costo per i consumatori non cambierà.

Attualmente l'Akademik Lomonosov è l’unica centrale nucleare galleggiante al mondo anche se tecnicamente potrebbe essere considerato improprio definirla la prima al mondo. Alla fine degli anni ’60 infatti, gli Stati Uniti si dotarono della Sturgis MH-1°, anch’essa una nave galleggiante nucleare che venne utilizzata per generare l’elettricità necessaria per i lavori di ampliamento del Canale di Panama.

La Rosatom ha dichiarato di voler costruire almeno sette centrali nucleari galleggianti. La compagnia nucleare statale sta attualmente lavorando alla sua seconda generazione di navi nucleari galleggianti, rendendole più piccole e al tempo stesso più potenti.

Esperti del campo, in pubblicazioni scientifiche sull’argomento, sostengono che i nuovi reattori saranno RITM-200M, progettati anch’essi dalla Afrikantov, potrebbero una durata teorica stimata di 400 anni e una capacità di 100 megawatt ognuno. Fonti interne hanno recentemente affermato che la Rosatom sarebbe intenzionata a esportare questa tecnologia in America Latina, Africa e Asia.

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