09:25 31 Ottobre 2020
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La potenza letale delle esplosioni di raggi gamma è ben più letale di quanto precedentemente ipotizzato. Lo rileva un recente studio di alcuni ricercatori danesi.

Forme di vita aliene e uomini viaggiatori dello spazio interstellare del futuro sono avvertiti: transitare nei pressi di una esplosione di raggi gamma prodotti dalla collisione di due stelle di neutroni, potrebbe ucciderli friggendo il loro DNA all’istante. L’avvertimento arriva dall’astrofisico Paul Sutter dell’Università dell’Ohio.

In un articolo scritto per il LiveScience, l’accademico spiega che mentre in precedenza gli astrofisici credevano che una esplosione di raggi gamma poteva essere pericolosa “solo se ci si trova tra i getti provenienti dall’esplosione”, nuovi dati forniti da due scienziati danesi mostrano che “queste eruzioni sono nocive per tutto ciò che sta intorno e possono inviare raggi mortali in una porzione di spazio molto più ampia di quanto precedentemente ipotizzato”.

Brevi esplosioni di radiazioni gamma, risultanti dalla collisione di stelle di neutroni distanti (cioè i nuclei collassati di ex stelle giganti) generano fasci di materia ed energia lanciati lontano dal nucleo della stella, si possono osservare come “proiettili giganteschi che scappano veloci dalla collisione”.

“Quando uno di quei getti è proiettato in direzione della Terra, riceviamo un impulso di raggi gamma”, ha spiegato Sutter.

Precedentemente si credeva che questi getti di energia fossero relativamente corti e non fossero pericolosi per le forme di vita se non osservati frontalmente.

Tuttavia, “si è scoperto che i getti si formano e si allontanano dal sito della fusione della stella di neutroni, in un modo disordinato e complesso”, ha aggiunto l’astrofisico. “Le nuvole di gas si attorcigliano, si aggrovigliano, e i flussi di radiazione e materia lontane dal buco nero centrale” (risultante dalla collisione) “non arrivano in una linea netta e ordinata. Il risultato è un caos totale e distruttivo”.

In uno studio recente, il dr. Markus Ahlers e Lea Hasler, una coppia di astrofisici dell’Università di Copenaghen, hanno esplorato il comportamento di queste nuvole di gas, scoprendo che occasionalmente, le nuvole si scontrano tra loro, producendo onde d’urto che Sutter notò che potevano accelerare “alimentando le radiazioni e le particelle ad alta energia, i cosiddetti raggi cosmici”.

Se combinati con altre particelle, questi raggi possono decadere in neutrini – una particella subatomica estremamente piccola che interagisce con forze subatomiche deboli e gravità.

Secondo Sutter, “i neutrini stessi sono un segno che le reazioni nucleari violente e mortali si verificano lontano dal centro dei getti. Non sappiamo ancora fino a che punto si estenda la zona pericolosa, ma è meglio prevenire che curare. Quindi, in sintesi: non bisogna avvicinarsi al luogo dove è avvenuto lo scontro tra due stelle di neutroni”, conclude lo scienziato.

I raggi gamma sono stati osservati per la prima volta a metà degli anni ‘60 dai satelliti spaziali costruiti per monitorare i test nucleari segreti che avvenivano sulla Terra, le esplosioni di raggi gamma sono state osservate dalla Terra solo nel gennaio del 2019, quando gli scienziati hanno potuto osservare l’esplosione di raggi gamma più potente mai registrata. Il lampo è stato così potente che si è ipotizzato che abbia rilasciato nello spazio più energia di quanta il sole ne potrà rilasciare nei suoi 10 miliardi di anni di vita. Secondo i calcoli l’esplosione è avvenuta a 5 miliardi di anni luce circa dalla Terra.

Se ti dovessi trovare a passare da quelle parti, sei avvisato. 

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