02:34 06 Luglio 2020
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La sera del 19 dicembre un uomo ha aperto il fuoco nel centro di Mosca vicino all’edificio dell'FSB uccidendo un agente e ferendo altre cinque persone. Successivamente l’uomo armato è stato ucciso.

L’uomo che ha aperto il fuoco, Evgeny Manyurov, risiedeva in una cittadina dell’hinterland di Mosca secondo le fonti del FSB, e ha agito da solo prima di essere ucciso nello scontro a fuoco con gli agenti. 

Nella sua residenza sono poi state trovate altre armi tutte regolarmente registrate (in tutto 7 tra le quali armi a gas, non letali, a canna liscia e rigata).

Nello zaino che l’uomo portava con se al momento dell’aggressione gli agenti hanno trovato un ordigno collegato a un telefono e delle granate.

L’uomo aveva un profilo sul social russo VKontakte dove si indica che aveva terminato gli studi nell’Accademia di giustizia russa. Allo stesso tempo l’Università Higher School of Economics, situata nei pressi del luogo della sparatoria, ha affermato che nell'elenco degli frequentatori esterni di un corso a scelta di marketing e pubblicità, appare il nome della “persona che alcuni media associano ai tragici eventi del 19 dicembre". 

Secondo le informazioni disponibili l’uomo lavorava come imprenditore in diversi ambiti di diritto commerciale e di consulting.

Sua madre, intervistata dalla Komsomolskaya Pravda, ha dichiarato che l’uomo era appassionato di tiro e andava al poligono da tre anni come “hobby”.

Secondo la madre era una persona sola, non aveva amici ne una ragazza e che dopo aver lasciato il suo lavoro passava tutto il tempo al telefono a parlare con degli "arabi" in inglese.

Il padre ha raccontato di non avere un grande rapporto col figlio e che avrebbe preferito che “si fosse sparato un colpo in fronte piuttosto che sparare a qualcun altro”.

Inoltre ha dichiarato che il figlio gli aveva parlato spesso del suo lavoro presso l'ambasciata degli Emirati Arabi Uniti.

Anche lui ha confermato la sua passione per le armi e il tiro. L’istruttore di tiro del poligono dove Manyurov andava a sparare, Oleg Sokolovich ha affermato che l’uomo andava lì da tre mesi e che sparava molto male.

Sokolovich ha notato che Manyurov si recava al poligono con un lungo parka nero che non toglieva nemmeno durante il tiro, spiegando che "di sentirsi a suo agio a quella maniera". Secondo i media, ha aperto il fuoco a Lubyanka proprio con questi vestiti per nascondere le armi sottostanti.

L'istruttore ha aggiunto che Manyurov aveva una carabina rigata calibro 7,62 mm "con tutti i documenti necessari".

"Ciò significa che l'uomo aveva posseduto un'arma da caccia a canna liscia per cinque anni. Questo significa che lo stato si fidava completamente di lui se gli aveva concesso la licenza per delle armi da fuoco. Su questa base, gli abbiamo insegnato come sparare", ha spiegato.

La sparatoria

La sparatoria vicino all'edificio del Servizio di sicurezza federale (FSB) a Mosca è avvenuta la sera del 19 dicembre. Un funzionario delle forze dell'ordine è stato ucciso, quattro sono rimasti feriti. Anche un civile è rimasto ferito.

Secondo varie fonti il tiratore avrebbe aperto il fuoco da un fucile d'assalto Kalashnikov. L’uomo è stato successivamente abbattuto dalle forze di sicurezza dell’unità Alfa.

È stato avviato un procedimento penale in relazione all'art. 317 del codice penale russo (tentativo di omicidio di un ufficiale delle forze dell'ordine). 

Il sindaco di Mosca Sergey Sobyanin ha ringraziato l'FSB per la veloce eliminazione del tiratore. Ha espresso le sue condoglianze alla famiglia e agli amici dell'ufficiale di servizio che è morto nell'attacco.

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centro, fuoco, sparatoria
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