16:14 30 Novembre 2020
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Vittime ragazzine di 12 e 13 anni, che in cambio di piccoli pagamenti o di cibo, venivano abusate sessualmente.

Nuove ombre sulla missione delle Nazioni Unite ad Haiti, nei Caraibi: nel Paese più povero dell'emisfero occidentale centinaia di bambini sono nati da abusi o stupri commessi dalle forze di pace dell'Oni, i Caschi Blu, che poi hanno abbandonato i bimbi e le loro madri, in molti casi poco più che bambine: molte ragazzine sono state lasciate da sole ad affrontare la vergogna e la povertà.

L'accusa pesante è contenuta in una ricerca pubblicata su Conversation, una rivista universitaria internazionale sostenuta da un consorzio di atenei.

La ricerca, condotta da Sabine Lee, docente all'università di Birmingham, e Susan Bartels, che insegna alla Queens University in Ontario, è costruita su interviste fatte a 2500 haitiani nel 2017, anno in cui la missione di pace dell'Onu Minustah è stata chiusa dopo 13 anni di operazioni. 265 abitanti del posto hanno citato casi di bambini figli di uomini dei Caschi Blu.

Gli intervistati hanno parlato di casi di stupro, ma più spesso lo schema prevedeva un rapporto sessuale con le minorenni in cambio di un piccolo pagamento o di una razione di cibo. Con queste pratiche vergognose e immorali hanno visto la luce centinaia di "piccoli Minustah", scrivono le ricercatrici, che hanno raccolto informazioni su "diverse ragazzine di 12 e 13 anni messe incinte e lasciate a vivere nella miseria con un figlio tra le mani".

Tags:
donne, Stupri, Società, ONU, Caschi blu, Haiti
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