04:40 06 Aprile 2020
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Il referendum tenutosi nel 2014 per l’indipendenza della Scozia ebbe un esito negativo, ma secondo il Partito Nazionale Scozzese la Brexit cambia tutto.

Il primo ministro scozzese dovrebbe oggi presentare ciò che lei chiama un "chiaro caso democratico" per un altro referendum sull'indipendenza.

Nella relazione chiamata “Scotland's Right to Choose” (il diritto della Scozia di scegliere), Nicola Sturgeon discuterà del trasferimento di poteri necessari da Westminster per tenere un altro referendum.

Coincide con il Queen's Speech e il voto del Parlamento scozzese sul progetto di referendum (Scozia), che definirà i parametri per le future votazioni.

Alle elezioni generali della scorsa settimana, il Partito Nazionale Scozzese ha vinto 47 dei 59 seggi di Westminster in Scozia, tuttavia domenica su Sophy Ridge, Michael Gove, membro del Partito Conservatore britannico, ha dichiarato che non c’è "assolutamente" nessuna prospettiva per il governo Johnson di consentire un altro referendum sull'indipendenza.

In vista della pubblicazione del suo articolo, Sturgeon ha dichiarato: "Esiste un chiaro mandato per questa nazione di avere il potere di decidere il proprio futuro.

"Il risultato delle elezioni generali della scorsa settimana rende quel mandato irrilevante.
"Quindi, con la pubblicazione di questo documento, abbiamo esposto il caso dettagliato per mettere il futuro della Scozia nelle mani della Scozia."

Nella relazione aggiunge: "continueremo i lavori per aggiornare il caso dettagliato e sostanziale per l'indipendenza. Ma qualunque siano le opinioni della gente sulla questione dell'indipendenza stessa, esiste un consenso ampio e crescente sul fatto che la Scozia debba essere in grado di scegliere il proprio futuro. Ora che le elezioni sono finite e il risultato è così straordinariamente chiaro, credo che il consenso stia crescendo di giorno in giorno. E lasciatemi essere chiara, la richiesta di questo paese di avere il diritto di determinare il proprio percorso non viene solo da me come Primo Ministro, ma deriva dal popolo scozzese e dal verdetto che ha emesso la scorsa settimana".

"Comprendiamo che un referendum deve essere accettato come legittimo, qui in Scozia e nel Regno Unito, nonché nell'UE e nella più ampia comunità internazionale" ha continuato Sturgeon.

Il referendum del 2014

Il 19 settembre 2014 in Scozia si tenne un referendum per l'indipendenza dal Regno Unito, che vide il fronte indipendentista perdere per pochissimi punti.

In quell'occasione, il no vinse con il 55,42% a fronte del 44,58% ottenuto dal sì; un risultato che non deve però trarre in inganno, dal momento che a pochissime settimane dal voto lo scarto tra i due schieramenti era di oltre 20 punti in favore dei detrattori della separazione di Edinburgo da Londra.

Per ottenere quella vittoria, il governo britannico allora presieduto da James Cameron si lanciò in un'enorme campagna bipartisan di propaganda contro gli scozzesi, che vide la partecipazione di tutti i partiti politici per impedire la secessione della Scozia.

Ai loro confratelli settentrionali, gli inglesi fecero importanti promesse di privilegi, anche finanziari, che a tutt'oggi, però, non sono stati concessi.

 

 

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UE, Brexit, Scozia
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