06:16 05 Giugno 2020
Mondo
URL abbreviato
0 20
Seguici su

Il missile da crociera supersonico BrahMos, sviluppato congiuntamente da India e Russia, è stato testato con successo dalla base di lancio di Chandipur, sulla costa orientale dell'India.

Descritto come il missile da crociera supersonico più veloce al mondo, la prima versione di questo missile era in grado di raggiungere una velocità che andava dai Mach 2,5 a 2,8 (cioè in grado di superare i 3mila km/h). La nuova versione, quella sperimentata oggi, martedì 17 dicembre, pare sia ancora più veloce. Gli sviluppatori, che per altro vantano di aver raggiunto una precisione dell’arma quasi praticamente assoluta, puntano ad arrivare ad una velocità di addirittura 5 Mach (oltre 6 mila km/h).

Questo tipo di missile può essere lanciato da nave, sottomarino, base a terra ma anche da aereo. L’India avrebbe infatti in programma di adattare quest’arma su oltre 40 dei suoi caccia Su-30 MKI. Abbinando questo missile, che di per sé sarebbe incredibilmente veloce ma avrebbe gittata piuttosto modesta (300 km scarsi) alla capacità del Su-30 MKI di percorrere invece grandi distanze ed essere rifornito in volo, potrebbe consentire di utilizzare il BrahMos per colpire obiettivi in tutta l’Asia meridionale.

​Il missile era stato precedentemente testato nello stesso sito a fine settembre.

Negli ultimi anni, l'India ha attivamente pubblicizzato il missile in altri Paesi della regione. Nuova Delhi è attualmente in trattativa con le Filippine per la vendita dell'arma a Manila. Secondo alcune informazioni l'accordo potrebbe venire concluso già l'anno prossimo.

L'esercito delle Filippine ha dichiarato di essere interessato ad acquistare il missile per migliorare la difesa costiera del Paese. L’India sta promuovendo il BrahMos anche in Vietnam, Thailandia e altre nazioni amiche. Il termine BrahMos è un acronimo in cui Brah sta per Brahmaputra, il grande fiume che nasce nel Tibet e confluisce nel Gange e Moscova, il fiume che attraversa Mosca.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook