00:43 11 Agosto 2020
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Il ministro Steven Mnuchin ha suggerito che sanzioni economiche come quelle imposte contro l'Iran sono utilizzate per evitare conflitti su larga scala.

Interpellato dall'emittente CNBC in merito alla questione delle nuove sanzioni introdotte contro l'Iran e alla politica di "massima pressione" dell'amministrazione Trump, il segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin si è detto convinto dell'efficacia di un tale approccio.

"La ragione per cui stiamo usando le sanzioni è che le riteniamo un'ottima alternativa ai conflitti militari su scala mondiale. E crede che funzionino. Che si tratti della Corea del Nord, dell'Iran o di qualunque altro Paese, noi sentiamo forte questa responsabilità sulle nostre spalle", sono state le parole del segretario al Tesoro.

Il funzionario si è poi soffermato sulla questione della nuova avanzata del dollaro, il quale sta recuperando la sua preminenza sui mercati globali.

"La gente non è obbligata ad utilizzare il dollaro; possiamo inserire delle restrizioni sul suo utilizzo. A lungo termine, se non presteremo la dovuta attenzione, molti potrebbero orientarsi verso altre valute", ha spiegato Mnuchin.

Le politica della "massima pressione"

L'amministrazione Trump ha imposto numerose sanzioni, tra cui anche delle limitazioni monetarie sull'uso del dollaro contro Iran, Corea del Nord e altri, per mettere pressione su tali Paesi affinché essi cambiassero le loro strategie.

Stando ai dati forniti dal Tesoro americano, al momento ci sarebbero 6300 persone fisiche e oltre 20 stati contro i quali sono state applicate sanzioni da parte degli USA.

Il presidente iraniano Hassan Rouhani
© AP Photo / Iranian Presidency Office

La campagna di "massima pressione" è stata lanciata nel 2018, quando, dopo l'abbandono unilaterale dei trattati sul nucleare di Vienna del 2015, ha introdotto una serie di sanzioni nei confronti della Repubblica Islamica dell'Iran, coinvolgendo tanto persone fisiche quanto entità giuridiche, in particolare nel settore della produzione degli idrocarburi.

Tali politiche sono state ripetutamente definite da Teheran con l'appellativo di "terrorismo economico".

 

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