16:21 25 Settembre 2020
Mondo
URL abbreviato
0 54
Seguici su

Secondo una recente ricerca scientifica potrebbe essere stata la capacità di elaborare l’alcol a salvare la nostra specie dall’estinzione e a darci una forte ‘spinta evolutiva’.

Non si stratta di una ricerca eseguita al pub ma di uno studio scientifico con tanto di pubblicazione accademica certificata, anche se, possiamo immaginare, d’ora in avanti verrà utilizzata ad argomento di difesa da molti incalliti bevitori.

Circa dieci milioni di anni fa, dice questo studio, i nostri antenati, che al tempo erano ancora scimmie, iniziarono a nutrirsi anche di frutti caduti al suolo nella foresta. I frutti più maturi a terra, come da legge di natura, avrebbero iniziato a fermentare diventando alcolici.

Ebbene, secondo questo studio, la linea di scimmie che per prima adattò il proprio organismo ad elaborare l’alcol, fu quella che poté godere di un enorme vantaggio evolutivo rispetto a tutte le altre perché si ritrovò con una considerevole quantità di cibo disponibile in più rispetto alle altre specie di scimmie. Questo avrebbe permesso di differenziarsi sempre più dalle altre sottospeci ed evolvere.

Lo studio è pubblicato nel libro ‘L’uomo e l’alcol: una storia lunga e sociale’.

"Ancora oggi vediamo grandi scimmie mangiare frutta fermentata e persino bere vino di palma prodotto dall'uomo", ha dichiarato il co-autore Dr. Kim Hockings, del Center for Ecology and Conservation presso il Penryn Campus dell'Università di Exeter in Cornovaglia.

"È difficile essere certi del perché lo facciano, e questo riflette la complessa storia della nostra relazione con l'alcol. Un punto interessante è che il livello di alcol nella frutta caduta varia di solito dall’1 al 4% - qualcosa come una birra debole - eppure gran parte dell'alcol consumato dagli umani oggi è molto più forte. Come rilevato con altre sostanze, tipo sale e zucchero, i nostri problemi in relazione a queste potrebbe risiedere non nella sostanza in sé ma nelle concentrazioni che utilizziamo.

Il libro afferma che l'alcol è spesso visto solo come un "problema sociale" o come un mezzo per ubriacarsi, ma ciò trascura la sua importanza nel tessuto sociale di molte società umane sia passate che presenti.

"L'alcool ha svolto un ruolo importante nel modo in cui gli umani hanno utilizzato la convivialità per creare e mantenere le loro relazioni", ha affermato Robin Dunbar, professore di psicologia evoluzionistica all'Università di Oxford.

"In tutte le culture e in tutti i tempi, è sempre stata una parte importante del modo in cui gli umani socializzano tra loro. Sempre più l'alcol è considerato un problema medico, ma l'abuso di alcolici è solo una piccola parte di un modello sociale molto più ampio di consumo di alcol da parte dell'uomo."

Anche altre specie sono note per i loro consumi di sostanze contenenti gradazioni alcoliche e il prossimo obiettivo dichiarato dei ricercatori  sarà quello di testare i livelli di etanolo nei frutti selvatici.

Il libro, scritto e curato dal dott. Hockings e dal professor Dunbar, attinge all'esperienza di specialità scientifiche quali antropologia, archeologia, storia, psicologia e biologia. E’ uscito ieri nel Regno Unito e se ne prevede la distribuzione nelle migliori librerie del Paese, forse anche nei migliori pub.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook