16:48 17 Gennaio 2020
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Le analisi effettuate sui resti ritrovati nell'ottobre 2018 alla stazione ferroviaria di Lungitz, a 5 chilometri da Sankt Georgen an der Gusen, dove sorgeva uno dei lager più feroci esistiti, hanno portato alla conclusione che il materiale trovato appartenga a vittime della Shoah.

Cenere e frammenti di ossa, ma anche di denti e di teschi erano stati ritrovati a ottobre del 2018 in un seminterrato dimenticato sotto la stazione ferroviaria di Lungitz, che si trova a soli 5 chilometri da Sankt Georgen an der Gusen, la placida cittadina presso la quale sorgeva uno dei piu' feroci lager del Terzo Reich. Oltre 6500 reperti sono stati analizzati, giungendo alla conclusione che si tratti, molto probabilmente, di resti di vittime della Shoah.

"Riteniamo che si tratti proprio di resti di deportati del campo di Gusen", ha affermato il collaboratore del Memoriale di Mauthausen Stephan Matyus presentando le analisi compiute fino ad ora, mentre il sindaco della cittadina Ernst Lehner ha richiesto ulteriori analisi per avere una maggiore chiarezza sui fatti.

"Abbiamo confrontato mappe e documenti relativi alla fabbrica di mattoni in cui tra il 1941 e il 1943 venivano impiegati come lavoratori-schiavi i deportati di Gusen: i binari che coprono le ceneri sono stati costruiti tra settembre 1944 e la fine della guerra, come documentato pure da foto aeree realizzati dalla British Army. Ad un certo punto questa fabbrica fu chiusa e venne usata come deposito per materiali legati alla produzione dei caccia Messerschmitt nelle gallerie di Gusen. In questo edificio ovviamente facevano lavorare i deportati. Non solo: lì accanto sorgeva anche un gigantesco forno", ha affermato invece la presidente del Comitato del memoriale di Gusen, Martha Gammer, a sostegno dell'ipotesi riguardo i reperti.

Mauthausen-Gusen fu il primo campo di sterminio che la Germania nazista costruì nell'Austria occupata. Prima della liberazione delle truppe alleate, il campo conteneva circa 335 mila persone. Tra i prigionieri c'erano critici del nazismo, comunisti, omosessuali, intellettuali polacchi, spagnoli e prigionieri di guerra sovietici. Attualmente, nella zona dell'ex campo di sterminio sono stati costruiti edifici residenziali e si trovano uffici di aziende austriache.

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