09:53 29 Gennaio 2020
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La polizia Nizhny Novgorod ha aperto un procedimento penale per ‘tortura’ nei confronti di un 46enne che tormentava sistematicamente e premeditatamente i vicini con registrazioni a tutto volume di nitriti di cavallo.

Se avete esperienze di condominio, sappiate che in Russia qualche volta può andare anche peggio. Il caso verificatosi recentemente nella città di Nizhny Novgorod (400 km a nord-est di Mosca) è passato alle cronache federali per la sua particolarità ed il suo carattere ‘estremo’.

Un uomo di 46 anni è stato accusato letteralmente di ‘torturare’ i vicini causando “sofferenze mentali” prolungate a partire dall’aprile del 2018.

"Gli investigatori del Dipartimento degli affari interni hanno dimostrato il coinvolgimento di un uomo nato nel 1973 nella tortura di residenti in un palazzo del quartire della Berezovskaya”, ha detto il comunicato del servizio stampa della polizia regionale.

Indagando sui dettagli, i media russi hanno scoperto che l’uomo, evidentemente appassionato di equitazione, era d’uso diffondere ad alto volume e sistematicamente, registrazioni di nitriti nei giorni feriali, dalle 17.00 alle 19.00, e nei fine settimana, dalle 11.00 alle 23.00. E’ stato lo stesso uomo ad ammettere di farlo per vendicarsi dei rumori molesti che, a suo dire, emettevano a loro volta i vicini al mattino, quando evidentemente a lui davano particolarmente fastidio.

L’intero condominio aveva più volte tentato di trovare un compromesso con l’intransigente vicino, arrivando in alcuni casi anche a rischiare le mani, senza tuttavia mai giungere ad un consenso. Alla fine i condomini hanno deciso di chiamare la polizia. Ne era seguita una prima sentenza che gli imponeva una semplice ammenda amministrativa di 5mila rubli (70 euro appena) ma che l’imputato si era rifiutato di pagare.

Vista poi la reiterazione, a questo punto è stato aperto un procedimento penale vero e proprio, questa volta con un capo di imputazione di tutto rispetto – ‘tortura’, secondo l’articolo 117 del codice penale della Federazione russa il quale, per inciso, nei casi in cui la tortura si limita all’imposizione della sola sofferenza mentale e non anche fisica, può prevedere comunque dai 3 ai 7 anni di carcere.

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