03:59 16 Luglio 2020
Mondo
URL abbreviato
140
Seguici su

In diversi punti dello stadio J-Village di Naraha, centro della prefettura di Fukushima, da dove dovrebbe iniziare la corsa a staffetta con la fiaccola olimpica e paralimpica dei Giochi Olimpici di Tokyo dell'estate del 2020, sono stati scoperti punti con alti livelli di radioattività.

71 microsievert all'ora in superficie: è un valore 1775 volte superiore a prima dell'incidente alla centrale nucleare di Fukushima-1 nel 2011, quando il livello non superava 0,04 microsievert all'ora.

Il corrispondente articolo con questi numeri spaventosi è stato pubblicato da Sankei Shimbun.

Come si è scoperto, i "punti caldi" sono stati scoperti dagli esperti di monitoraggio nucleare e radioprotezione Greenpeace Japan il 26 ottobre durante il controllo annuale. Il 18 novembre, una lettera è stata inviata al ministro giapponese dell'Ambiente Koizumi Shinjiro chiedendo che fossero prese misure urgenti per proteggere le persone dall'esposizione alle radiazioni durante gli eventi olimpici al J-Village. Copie della lettera sono state inviate al Cio, al Comitato olimpico nazionale giapponese e al governatore di Fukushima.

Gli ambientalisti di Greenpeace Japan sono preoccupati dal fatto che il livello complessivo delle radiazioni risulta basso, ma in luoghi affollati, in particolare nel parcheggio vicino al J-Village, sono stati trovati punti che superavano i limiti di sicurezza. Esiste il rischio che le piogge intense diffondano contaminazioni radioattive sulle strade pubbliche e, quindi, possano ricontaminare le zone già decontaminate, si legge in un comunicato della sede giapponese di Greenpeace.

Il capo dell'equipe di ricerca dell'Istituto ambientale di Fukushima Hayashi Seiji ha espresso la sua opinione in un'intervista con Sputnik sul livello di inquinamento e su quanto sia pericoloso per la salute della gente:

"Il livello di radiazione in superficie di 71 microsievert all'ora, ovviamente, può essere definito alto. Penso che se questi punti si trovino in un'area popolata, si debba fare immediatamente qualcosa. Man mano che la distanza dall'epicentro dei punti rilevati diminuisce, la dose di contaminazione radioattiva dell'aria diminuisce e la radiazione non si disperde, ma si concentra in un piccolo punto, quindi, credo, i "punti caldi" siano limitati con piccole dimensioni. Per questo motivo, è impossibile determinare con precisione la dose di radiazione effettivamente ricevuta e il grado del suo effetto sulla salute umana se si opera solo sui numeri di misurazione ottenuti nei punti caldi. È necessario tenere pienamente conto del movimento delle persone, ad esempio il tempo trascorso in un posto simile."

A sua volta, il caporedattore del portale russo Atominfo Alexander Uvarov, in un'intervista con Sputnik, ha affermato che i dati sul livello di radioattività nei "punti caldi" fanno paura ad una persona comune, ma in effetti non tutto è così spaventoso:

"Mediamente per motivi naturali una persona è sottoposta da 1000 a 2000 microsievert all'anno. Nei punti rilevati, i valori sono superiori di 500 volte. Ma una persona può ricevere questa dose se sta letteralmente ferma in questo punto per un anno. Il fatto che siano rimasti questi "punti caldi", è inevitabile, ma possono essere piccoli, meno di un metro quadro. Dopotutto, enormi spazi sono stati sottoposti a decontaminazione. Ovviamente vanno elogiati gli attivisti di Greenpeace, che conducono un attento monitoraggio, è quello che gli ambientalisti dovrebbero fare. Le autorità possono anche essere elogiate per aver immediatamente reagito e bonificato senza ulteriori indugi. Sebbene questi punti non fossero molto pericolosi, quelli che vengono lì, quelli che si passeranno il testimone con la fiamma olimpica, non dovrebbero temere per la loro salute. "

Si ritiene che una persona non debba temere rischi per la propria salute se il livello di radioattività è misurato entro il limite di 0,57 μSv/h. Ma questo è il limite superiore, il livello più sicuro dovrebbe essere la metà, fino a 0,2 μSV / h. Tuttavia, a metà del secolo scorso, uno dei fondatori della radiobiologia, lo scienziato svedese Rolf Sievert, la cui unità di misura prende il suo nome, ha affermato che le radiazioni non hanno un livello di soglia, ovvero non esiste un valore specifico oltre cui una persona colpita non possa subire danni evidenti o nascosti.

Anche le più piccole dosi di radiazioni possono causare cambiamenti genetici e somatici nell'uomo, che potrebbero non influire immediatamente sulla loro salute e passare inosservati per lungo tempo.

Pertanto non esistono indicatori di radiazione assolutamente sicuri. Possiamo solo parlare di  limiti consentiti.

Tags:
Ambiente, Inquinamento, Sport, Società, Olimpiadi 2020, Nucleare, Giappone
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook