09:41 24 Gennaio 2020
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Alla fine di novembre, la Turchia e il governo libico GNA con base a Tripoli hanno firmato un memorandum sui confini marittimi nel Mar Mediterraneo, suscitando proteste da parte di diversi paesi della regione.

Il presidente turco Tayyip Erdogan lunedì ha detto che Ankara è pronta a inviare truppe in Libia, se dovesse arrivare una richiesta formale dal governo libico.

“Se i libici e il loro governo ci inviano una richiesta [di inviare truppe turche in Libia], saremo pronti [a farlo]… Le Nazioni Unite hanno introdotto un embargo sulla vendita di armi alla Libia. Ciò nonostante, inviando truppe militari alla Libia non può essere confuso con l’invio di armi. Se ricevessimo una tale richiesta, la Turchia deciderà autonomamente senza chiedere il permesso a nessuno”, ha affermato Erdogan in un'intervista al canale televisivo TRT.

Per quanto riguarda il memorandum, Erdogan ha affermato che Ankara avrebbe comprato un’altra nave da perforazione per le attività di esplorazione nel Mediterraneo.

Inoltre, il presidente ha dichiarato che il Paese svolgerà attività di perforazione anche nel Mar Nero e persino in acque internazionali.

“I ciprioti greci, l’Egitto, la Grecia e Israele non possono stabilire una linea di trasporto del gas senza il consenso della Turchia”, ha detto Erdogan.

Il presidente ha inoltre affermato che altri paesi non sono in grado di svolgere attività di esplorazione nelle aree contrassegnate nel memorandum marittimo Turchia-GNA.

Dopo che Muammar Gheddafi fu rovesciato e ucciso nel 2011, la Libia non è più una nazione unificata. Due governi rivali – il GNA riconosciuto a livello internazionale e l’esercito libico – hanno diviso il paese in due parti.

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Tags:
crisi in Libia, Turchia, Recep Erdogan, Erdogan
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