20:24 25 Gennaio 2020
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Nell'amministrazione presidenziale russa si ritiene al momento molto importante dichiarare pubblicamente il disaccordo con le decisioni prese dalla Wada sull'agenzia antidoping russa Rusada e tutelare gli interessi degli atleti russi; lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

"Voglio ricordare le parole di Putin di ieri. Per primo ha parlato dell'inconsistenza di parte di questa sentenza con la Carta olimpica, e in secondo luogo ha parlato dell'inaccettabilità dell'applicazione del principio della responsabilità collettiva, che generalmente contraddice il quadro giuridico a livello globale. Ora il compito principale è dichiarare il nostro disaccordo, inclusi i parametri che il presidente ha rilevato ieri sera", ha detto Peskov ai giornalisti rispondendo alla domanda su chi il Cremlino consideri responsabile della situazione.

Peskov ha sottolineato che la cosa principale ora è la difesa degli interessi degli atleti.

"Naturalmente, la cosa principale ora sono i nostri atleti e gli interessi dei nostri atleti, in modo che, nonostante tutto, possano esibirsi, mantenere le loro qualifiche e partecipare a pieno titolo nelle competizioni internazionali. La cosa principale è impedire che la responsabilità collettiva violi in qualche modo gli interessi dei nostri atleti, tutto il resto passa in secondo piano", ha aggiunto Peskov.

L'agenzia internazionale antidoping condanna la Russia

Il Comitato Esecutivo dell'Agenzia mondiale antidoping (Wada) nella giornata di ieri ha adottato all'unanimità le raccomandazioni dell'Independent Compliance Committee (CRC) dell'organizzazione ed ha proibito per quattro anni agli atleti russi di prendere parte agli eventi sportivi internazionali in qualità di rappresentanti della Russia, incluse le Olimpiadi ed i Giochi Paralimpici.

Solo gli atleti puliti riceveranno il via libera per prendere parte alle competizioni, tuttavia non gareggeranno per la Russia, ma sotto bandiera neutrale. L'agenzia russa antidoping Rusada è stata riconosciuta non conforme al codice antidoping globale.

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doping, Dmitry Peskov, Cremlino, Olimpiadi 2020, WADA, Sport, Russia
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